Il Libero Consorzio Comunale di Ragusa ha deciso di illuminare il Natale 2025 con un gesto che definire generoso sarebbe forse un po’ ardito. Con una determinazione dirigenziale datata 18 novembre, nero su bianco, 120 mila euro vengono distribuiti ai dodici comuni iblei per realizzare eventi, manifestazioni e addobbi natalizi.
Diecimila euro ciascuno, cifra identica come in un presepe dove tutti i personaggi hanno lo stesso ruolo, senza distinzione tra Comiso e Monterosso Almo, tra Modica e Giarratana, tra Ragusa e Santa Croce, come se le loro dimensioni fossero un dettagglio secondario.
La matematica perfetta
Nel documento firmato dalla Presidente Maria Rita Schembari, riportato nella determinazione del Settore V, la distribuzione appare limpida, quasi musicale: Acate 10.000 euro, Chiaramonte Gulfi 10.000 euro, Comiso 10.000, e avanti così fino a Vittoria. Una parità assoluta e rassicurante che strappa quasi un sorriso. Una scelta che racconta un’idea precisa di equilibrio, quasi un voler mettere sullo stesso piano realtà molto diverse tra loro, dalle città più grandi ai paesi con poche migliaia di abitanti.
Insommauna fotografia amministrativa dai contorni ordinati, dove ogni Comune riceve la stessa opportunità, senza graduazioni o parametri.
Il ringraziamento e l’entusiasmo (forse eccessivo)
A rompere il ghiaccio ci ha pensato Giuseppe Raffo del gruppo Acate al centro, che sui social ha espresso un ringraziamento caloroso: “Ringraziamo la Presidente della Provincia per aver dato un contributo economico fondamentale, A TUTTI i comuni della Provincia, per l’organizzazione delle festività natalizie.” Il termine fondamentale, in questo caso, pare vagamente ottimista, forse più adatto a descrivere l’aria che si respira quando si accende l’albero in piazza, che non i conti reali necessari per organizzare qualcosa di più complesso di un concerto di coro locale e tre archi luminosi.
La realtà sul campo: cosa si può fare davvero con 10 mila euro
Diecimila euro non sono una cifra che rivoluziona un intero cartellone natalizio, soprattutto nei centri maggiori, dove luci e eventi richiedono spesso risorse ben più ampie. Tuttavia, la destinazione ufficiale indicata nel documento parla chiaramente di eventi, manifestazioni e attività legate al Natale. Ogni comune dovrà presentare una relazione conclusiva e la documentazione di spesa per ottenere la liquidazione del contributo, un dettagglio che sottolinea la volontà di mantenere trasparenza e controllo. E così, tra luminarie da integrare, piccoli spettacoli, iniziative culturali o semplici interventi per rendere più accogliente il centro urbano, ciascun territorio potrà scegliere come impiegare la somma.
Certo è che nelle città più grandi, invece, diecimila euro rischiano di perdersi tra impianti di illuminazione, service audio, sicurezza e personale. A Ragusa, ad esempio, la cifra potrebbe coprire un tratto limitato del centro o una singola iniziativa. È un aiuto, certo, ma resta più un gesto simbolico che un intervento strutturale.
Una provincia che si illumina… quanto basta
In conclusione, la provincia iblea si prepara a un Natale sobrio, distribuito in piccole dosi come il pandoro a dieta. Grazie ai diecimila euro ciascuno, i comuni accenderanno ciò che potranno, scegliendo se puntare su una luminaria di qualità, un coro in più o qualche iniziativa che faccia atmosfera. La magia, quella vera, dovranno mettercela comuni e comunità. E forse, in fondo, è anche questo lo spirito delle feste, anche se con un budget un po’ ridottto.
Foto: Salvo Bracchitta







