Ad Ispica Cateno De Luca, lancia il suo Governo (regionale) di Liberazione. (Video Intervista)

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E’ un “Governo di Liberazione”  per la Sicilia quello che ha in mente il deputato regionale e Sindaco di Taormina  Cateno De Luca.

Da cosa o da chi vorrebbe liberare l’Isola non è tanto facile capirlo, visto che lui e gli altri componenti della sua creazione politica ,“Sud chiama Nord”, sono passati  dall’opposizione “tout court” ad una più “responsabile”, per tornare poi alla prima opzione garantendo che voterà la mozione di sfiducia – presentata da PD, M5s e Controcorrente – al Presidente Schifani.

Inizialmente era rimasto deluso per il mancato invito al “buen retiro” di San Martino delle Scale, dove Pd, M5s e Controcorrente hanno partorito la mozione di sfiducia, proponendo in alternativa le dimissioni in massa da parte dell’opposizione. Poi è ritornato a più miti consigli aderendo all’atto di censura.

Un percorso che definire altalenante sarebbe un eufemismo, ma trattandosi di “Scateno” non sorprende più di tanto.

Attenti però a non sottovalutarlo, perché aldilà degli atteggiamenti istrionici occorre ricordare che nelle ultime consultazioni elettorali per la regione si è classificato al secondo posto, davanti ai candidati del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, riuscendo ad eleggere nelle sue liste ben  sette deputati che con il seggio riservato al miglior perdente sono diventati otto.

Che poi più della metà  fra questi sia transitato verso altri lidi è un discorso ancora diverso.

All’incontro di Ispica  di sabato 22 novembre De Luca ha illustrato le priorità del progetto, ponendo al centro la sanità, la pubblica amministrazione, il rapporto tra enti locali e Regione e la necessità di “mettere fine a quelle dinamiche che da anni frenano investimenti e qualità dei servizi”.

“In Sicilia serve una riforma dei sistemi principali della pubblica amministrazione”- ha ribadito il leader di Sud chiama Nord – ed ha poi richiamato le recenti inchieste giudiziarie che hanno coinvolto dirigenti e funzionari regionali, sottolineando come queste evidenzino “un problema strutturale: il rapporto tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione è malato. Noi vogliamo incidere su questo nodo, perché senza un sistema sano – ha continuato – non può esistere sviluppo”. Altro passaggio è stato dedicato al sistema autorizzatorio e alle lentezze burocratiche “che paralizzano la spesa pubblica e gli investimenti, aprendo la strada – ancora De Luca – a pressioni e favoritismi”.

Per chiarire i dubbi elencati prima, abbiamo sentito direttamente l’on. Cateno De Luca.

Peppe Privitera

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