Sicilia, l’assessore Turano e la mancata solidarietà al ragazzo ragusano ferito a Milano

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Ritengo estremamente grave quanto accaduto al liceo Basile di Messina, dove una studentessa è stata aggredita, sembrerebbe, da coetanee esterne all’istituto. Se tale circostanza fosse confermata, sarebbe ancora più allarmante.

Purtroppo episodi così violenti e inaccettabili, ai danni di studenti e personale scolastico, stanno diventando sempre più frequenti, e ciò non può essere tollerato”Con queste parole l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano interviene sull’episodio e condanna con fermezza ogni forma di violenza.

L’assessore Turano inoltre esprime “piena solidarietà e vicinanza alla giovane coinvolta, alla sua famiglia e a tutta la comunità scolastica del Basile. Occorre un impegno maggiore per garantire che la scuola rimanga un luogo sicuro, in cui studenti, docenti e tutto il personale possano vivere e svolgere le attività quotidiane in serenità” 

Fin qui tutto normale, le parole dell’assessore sono assolutamente condivisibili ma non riusciamo a comprendere come mai l’assessore nel suo comunicato diffuso proprio ieri pomeriggio non ha ritenuto il caso di fare  un riferimento al ragazzo ragusano di 22 anni brutalmente aggredito a Milano da cinque ragazzi che ha riportato danni alla gamba sinistra che potrebbero essere permanenti e non recuperabili. 

Una vicenda che ha avuto una grande eco mediatica e su cui sono intervenuti tutti per esprimere solidarietà al giovane e brillante studente della  e alla famiglia, tutti tranne l’assessore Turano. Una scelta o una dimenticanza? In entrambi i casi sarebbe grave. 

Fra l’altro questo giovane nato e cresciuto a Ragusa dove ha frequentato il Liceo Classico Umberto I, è uno dei tanti ragazzi che ogni anno lasciano la Sicilia per studiare altrove, come il giovane ragusano studente della Bocconi, con il desiderio di costruirsi un futuro migliore. Quel futuro che purtroppo non viene garantito nella loro terra e quindi il minimo che possono fare le istituzioni è un questo caso l’assessore Turano che si  proclama “contrario ad ogni azione di violenza” è quello di mostrarsi dispiaciuto e di esprimere vicinanza alla famiglia. Ed invece silenzio. 

Una cosa è certa questa storia non è la prima e se non si interviene seriamente non resterà nemmeno l’ultima. Bisogna dare pene esemplari a questi delinquenti anche se sono giovani anzi proprio perché sono solo dei ragazzi bisogna far capire loro che hanno sbagliato ma soprattutto punendo loro forse gli altri capiranno che chi sbaglia paga, perché non si può rischiare di morire per 50€. 

Nel riquadro i due 18enni che hanno partecipato all’aggressione.

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