Pozzallo attonita per la morte dell’operaio Artur: in Italia per curare la figlia, scattata la solidarietà

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Si chiamava Artur Deliu l’uomo di 36 anni, di origine albanese, vittima dell’incidente sul lavoro avvenuto nel pomeriggio di ieri nel centralissimo Corso Vittorio Veneto a Pozzallo.

A detta di chi lo conosceva ed apprezzava era una persona sorridente, solare, a cui piaceva muoversi in bicicletta.

Era venuto in Italia perché sperava di poter curare al meglio i fastidi alla vista di cui la figlioletta era affetta.

La salma  si trova al momento presso la camera mortuaria del cimitero di Pozzallo, in attesa dell’arrivo dei parenti che dovranno occuparsi della traslazione in Albania, dove si svolgeranno le esequie.

Dalle foto dall’alto è più facile dedurre le modalità e la dinamica dell’incidente, che non ha lasciato scampo al giovane operaio.

La parte terminale del braccio della gru si è abbattuta con forza sul solaio del primo piano dell’abitazione in costruzione, provocando la morte del Deliu ed il ferimento dell’altro operaio.

La cittadina marinara è sotto shock per l’accaduto e la macchina della solidarietà si è già messa in moto per tentare, almeno, di alleviare le difficoltà di carattere economico.

“In Sicilia lo scorso anno gli Ispettori del Lavoro erano una settantina. Per una regione con milioni di abitanti è evidente che dobbiamo fare molto di più”. Con queste parole la segretaria del PD Elly Schlein ha commentato la tragedia avvenuta a Pozzallo.

Speriamo che queste parole non rimangano nel novero delle buone intenzioni che, da sole, non possono impedire che tanta gente non ritorni più a casa dal lavoro.

In un documento la Cgil di Ragusa si stringe attorno alla famiglia dell’operaio e alla comunità di Pozzallo, rinnovando il proprio impegno quotidiano per la tutela dei lavoratori e per una radicale trasformazione della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Peppe Privitera

Foto in esclusiva di Marta Privitera, ©Riproduzione riservata

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