La decisione del Consiglio è immediatamente esecutiva. Scontro in aula tra Muraglie e il Segretario Generale Giampiero Bella. All’orizzonte la prospettiva del ricorso per ribaltare il risultato della votazione
La mozione di sfiducia al sindaco Leontini è passata con dieci voti favorevoli. A votare a favore il consigliere Gianni Stornello, il consigliere Paolo Monaca, il consigliere Serafino Arena, Pierenzo Muraglie e il suo gruppo e le consigliere Matilde Sessa e Mary Ignaccolo.
A questi si è aggiunto il voto del Presidente del consiglio comunale Titta Genovese che ha dichiarato:
“Non ho nulla di personale contro il sindaco Leontini, ho preso questa decisione sofferta. La mia è solo una motivazione politica perché non si può andare avanti con una maggioranza incerta. Io mi sto sfiduciando da solo, sono qui per fare il bene della città. Nelle sedi opportune verrà poi stabilito se la mozione è legittima”
Dopo due rinvii voluti dai consiglieri che hanno presentato la mozione di sfiducia e dopo che il consigliere Paolo Monaca ha spiegato i motivi che li hanno portati a prendersi del tempo per elaborare un documento da inviare in Procura dopo aver ricevuto oggi un altro documento da parte del segretario in cui ribadendo quanto dichiarato dall’Assessorato che ha definito la mozione “inibita per legge” e dichiarando che si tratta di una pronuncia amministrativa determinante, ha avvisato i consiglieri che pur non potendo impedire la discussione della mozione questa avverrebbe contro la legge e che quindi se dovesse essere votata potrebbe portare responsabilità personali e collegiali dei consiglieri.
I consiglieri Milana, Galifi, Roccasalva, Ricca, Carmelo Denaro e Alessandra Denaro hanno abbandonato l’aula dopo che il consigliere Milana ha spiegato le ragioni che lo hanno portato a fare un passo indietro rispetto alla decisione di votare la sfiducia. E lo hanno fatto proprio per le ragioni che subito dopo ha spiegato il sindaco Leontini.
“Anche io uscirò dall’aula dopo aver parlato, come hanno fatto i consiglieri, perché ritengo che la presenza sarebbe una presenza di condivisione di una mozione illegittima e illegale. A dirlo non è Leontini ma sono stati coloro ai quali ci si deve riferire per conoscere se una circostanza o un regolamento sono regolari o no. Ma siccome siamo ad un punto in cui la lotta politica è talmente prevalente, aggressiva e personalistica viene calpestato qualsiasi ruolo di garanzia”
Leontini si riferisce alle motivazioni che hanno portato prima il segretario, poi il Prefetto ed infine l’Assessorato agli Enti Locali a definire illegittima tale mozione. E le riassume una per una soffermandosi sul parere trasmesso dall’Assessorato delle Autonomie Locali e della funzione pubblica che è certamente quello con la competenza massima sulla materia. Noi stiamo quindi discutendo su una modalità che è contro la legge. Un’avversario in campo ha il compito di difendersi dagli attacchi ma nel rispetto delle regole di cui l’arbitro è garante. Tu puoi giocare ma non puoi eliminare l’avversario spezzandogli le gambe e buttandolo fuori dal campo perché questo non è valido, è contro le regole del gioco”
Il sindaco ha invitato i consiglieri a riflettere quindi sul fatto che andranno a discutere una mozione non solo illegittima ma soprattutto inutile visto che a breve si andrà a votare e la data è stata già decisa. Inoltre ha ricordato che in pochi mesi un commissario non potrà cambiare le cose e ha ribadito che si tratta solo di un attacco personale.
Poi come annunciato ha lasciato l’aula.
A prendere, poi, la parola il consigliere Gianni Stornello che ha presentato la mozione di sfiducia e che ha cercato di smontare la tesi del sindaco sulla mozione illecita citando leggi e circolari e parlando di “gerarchia delle fonti”. “I pareri della Regione -ha dichiarato- non valgono come possono valere le circolari ministeriali ne la delibera della Corte dei Conti. Se il suo mandato è finito il 6 ottobre perché ha emanato atti di straordinaria amministrazione? Perché non ha presentato la relazione di fine mandato?Secondo il Pd siamo nel pieno della legittimità, la città deve essere serena, noi abbiamo i nostri punti di forza, noi difenderemo il nostro operato”
Poi ha preso la parola la Consigliera Sessa “Intervengo per dire che non condivido l’uso strumentale del concetto di legalità fatto dal sindaco che ha descritto i consiglieri come personaggi che si comportano in maniera illegale.”
È’ stato il consigliere Pierenzo Muraglie nel suo intervento ad attaccare il segretario definendo l’atto a sua firma “un ostacolo vero e reale al libero esercizio delle prerogative che la legge assegna ai consiglieri comunali. Siamo noi a sentirci sotto attacco che subiamo pressioni finalizzate a non farci esercitare il nostro ruolo. Non è una questione personale, non c’è smania di tornare a Palazzo Bruno. Ci imponiamo da subito di ascoltare la città. Riteniamo che la mozione di sfiducia deve essere posta in votazione, poi gli organi preposti stabiliranno dove sta la verità”
A questo punto il segretario Comunale, Giampiero Bella, ha voluto prendere la parola.
Il segretario-ha spiegato-partecipa e non assiste alle riunioni, non si limita a verbalizzare ma è il principale organo di consulenza giuridica amministrativa del Comune. Su tali assunti ho ritenuto di scrivere e fare quello che ho scritto e fatto in scienza e coscienza confrontandomi con la mia esperienza, con le mie competenze e confrontandomi con i funzionari regionali e senza essere compulsato da nessuno né nei termini né nelle modalità né nei contenuti. E l’ho fatto in maniera chiara e rispetto a questo non vorrei aggiungere altro perché qualsiasi interpretazione diversa che venga data diametralmente opposta a quello che io ho messo su carta è a mio modo di vedere irrispettosa del mio ruolo. Io non entro nel merito, l’ordinamento mi riconosce il ruolo di individuare una cornice di legalità nell’azione amministrativa. Io voglio rimarcare che il mio rispetto del ruolo, dell’autonomia e della libertà del consiglio e’ pieno e non è inficiabile rispetto a quello che ho scritto ma le vostre sono interpretazioni personali le mie autentiche. Ed è per questo che vi inviterei ad informarmi meglio perché ci sono degli aspetti che non conoscete. Vi confermo e lo verbalizzo che il mio è il monito di chi ritiene di dover dare indicazioni al soggetto deliberante avendo il massimo rispetto per il consiglio”
Al termine della seduta prima di votare la mozione i consiglieri hanno presentato un emendamento per aggiungere in calce alla mozione: “Immediata esecutività del presente atto, e la trasmissione dello stesso all’assessorato regionale alle autonomie locali, al Libero Consorzio e alla Prefettura”






