Cammarana, storia di un ponte caduto due volte: prima col maltempo, poi con la politica

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Il braccio di ferro sul Ponte di Cammarana è tornato a scoppiettare: il finanziamento da 650 mila euro destinato al collegamento tra Scoglitti e l’area di Kamarina balla pericolosamente, mentre Comune, Provincia e partiti si accusano a vicenda.


Il destino del Ponte di Cammarana è tornato al punto di partenza: dopo due anni di discussioni e rinvii, i finanziamenti della Regione Siciliana e del Libero Consorzio di Ragusa rischiano di tornare indietro. Il motivo? Il Comune di Vittoria puntava in alto: a ricostruire un ponte carrabile, ma le norme ambientali e paesaggistiche lo vietano. Risultato: niente guado, niente strada e, tra poco, niente 650 mila euro.

Un ponte crollato e una città divisa

Tutto nasce dal crollo del febbraio 2023, quando una mareggiata spazzò via il vecchio ponticello sul fiume Ippari che collegava Scoglitti al sito archeologico di Kamarina. Da allora, l’accesso resta interrotto. I villeggianti lo chiedono a gran voce, le istituzioni promettono soluzioni, ma di fatto non si è mosso nulla. Il Comune di Vittoria voleva un ponte carrabile, “com’era e dov’era”, mentre la Soprintendenza e l’Autorità di Bacino consentono solo un guado pedonale e ciclabile, accessibile ai mezzi di soccorso. Due visioni inconciliabili che hanno bloccato ogni decisione.

I fondi svaniscono tra burocrazia e orgoglio politico

Il Libero Consorzio e la Regione avevano messo a disposizione 650 mila euro per la ricostruzione del guado e per completare via della Fratellanza, strada alternativa che collega Scoglitti al museo di Kamarina. Ma il progetto non è mai partito perchè il Comune non ha presentato un piano compatibile con le prescrizioni. L’ingegnere Carlo Sinatra ha spiegato che un ponte carrabile richiederebbe una campata di almeno 40 metri e un investimento superiore ai 3 milioni di euro, del tutto fuori scala per la zona vincolata. E così, mentre i fondi rischiano di tornare indietro, Vittoria resta con un ponte fantasma e una montagna di veleni politici.

La seduta pubblica e lo scontro con la Provincia

Il 7 agosto scorso, sulla spiaggia davanti alla foce dell’Ippari, il Consiglio comunale aperto ha provato a riannodare i fili. La presidente Concetta Fiore ha convocato tecnici e politici, ma la serata è degenerata in una gara di accuse. La presidente del Libero Consorzio, Maria Rita Schembari, ha ribadito che “la Provincia potrà finanziare solo ciò che la legge consente”. Una frase che ha scatenato le reazioni del consigliere Giuseppe Nicastro, il quale ha commentato ironicamente: “Ci avete messo sotto scopa”. Schembari ha replicato: “Non pensavo di essere venuta qui per una partita di carte”. Applausi, mugugni e zero passi avanti.

Pelligra e Fratelli d’Italia: “Occasione sprecata”

Da destra piovono accuse pesanti. Biagio Pelligra (Forza Italia) parla di “scelta scellerata” e accusa la giunta Aiello di aver isolato Vittoria “per pura ostinazione politica”. I consiglieri di Fratelli d’Italia rincarano la dose: “L’amministrazione preferisce perdere tutto pur di non riconoscere l’unica soluzione praticabile. È la cura Aiello: tagliare i ponti, letteralmente”.

Aiello e Nicastro: “Camarina è di tutti, basta ricatti politici”

Il sindaco Francesco Aiello non arretra di un passo e difende la linea del Comune: il ponte deve tornare com’era, con il transito veicolare. “Non è giusto che da Ragusa si possa arrivare in macchina fin dentro la sala espositiva del museo e invece da Scoglitti si debba salire a piedi, sudati e affaticati. Aiello ha rivendicato il diritto della città di decidere senza “imposizioni dall’alto”, ribadendo che Camarina “appartiene a tutti”.

L’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Nicastro interviene con toni duri per difendere l’operato della Giunta Aiello, accusando le opposizioni di strumentalizzare il caso del Ponte di Cammarana. “Rispediamo al mittente tutte le accuse – afferma – si tratta di polemiche costruite per screditare l’amministrazione. Parlano di finanziamenti, ma quei 150 mila euro non bastano neanche a coprire le necessità reali del territorio. Che senso ha un ponticello pedonale se la strada che porta al museo resta chiusa per rischio crollo?”. Nicastro denuncia “una campagna politico-mediatica della destra e del Movimento 5 Stelle” e ribadisce che il Comune non accetterà “ricatti politici”: “Il ponte deve essere carrabile, anche per i mezzi di soccorso nell’area del promontorio di Camarina. È una semplice ricostruzione, non un’opera nuova”. L’assessore paragona il caso Cammarana al ponte di Messina, chiedendo “perché uno sì e l’altro no”, e accusa la destra di “isolare il territorio invece di servire la comunità”. “Nonostante la destra sia al governo regionale, provinciale e nazionale, non riesce a fornire risposte concrete ai cittadini, nonostante abbia propri rappresentanti nei parlamenti nazionale e regionale. Inoltre, non ha mostrato alcuna volontà di lavorare per il ripristino di via della Fratellanza, preferendo isolare il nostro territorio anziché servire la comunità”. Una cosa è certa. L’amministrazione comunale di Vittoria resta fermamente impegnata a tutelare gli interessi della città e a lavorare per il bene di tutti i cittadini”.
Una posizione dura, quasi un ultimatum, che riaccende lo scontro con Provincia e Regione.

Proteste all’orizzonte

Intanto il clima politico resta incandescente. Nessuno dei partiti sembra intenzionato a cedere: il centrodestra promette battaglia, il centrosinistra accusa la giunta di aver fatto perdere tempo e opportunità. Da Fratelli d’Italia a Forza Italia, fino alla Democrazia Cristiana, si moltiplicano gli appelli a “non lasciare morire” il progetto. Nei prossimi giorni – avvertono alcuni consiglieri – potrebbero arrivare iniziative eclatanti, anche pubbliche, per chiedere che i fondi vengano sbloccati prima che siano definitivamente revocati. L’obiettivo dichiarato è uno solo: salvare in extremis i 650 mila euro e ridare a Scoglitti quel minimo ma unico collegamento che la burocrazia ha cancellato ma che la città non vuole dimenticare.

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