Sipario aperto sul caos: il teatro Concordia diventa il set dello scontro politico ragusano

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Un sopralluogo, alcune foto di cantiere e poi un fiume di dichiarazioni. Attorno al recupero del Teatro della Concordia, l’ex Cinema Marino nel cuore di Ragusa, si è acceso uno scontro politico che intreccia lavori pubblici, vecchie rivalità e accuse incrociate.

Tutto è iniziato qualche giorno fa con la visita di una delegazione del Partito Democratico, e da lì la polemica non si è più fermata.

Il sopralluogo del Pd e le criticità riscontrate

I consiglieri comunali Peppe Calabrese e Mario Chiavola , insieme al segretario cittadino Riccardo Schininà e ad alcuni membri della segreteria, si sono presentati al cantiere per vrificare lo stato di avanzamento dei lavori iniziati nel 2021. Un controllo che, secondo quanto raccontano gli stessi esponenti dem, non sarebbe filato liscio: all’inizio sarebbe stato loro impedito l’ingresso, poi concesso solo dopo un confronto acceso con i responsabili del sito.

Durante la visita, la delegazione ha segnalato una lunga serie di anomalie: corridoi realizzati fuori norma e poi demoliti, camerini troppo stretti, muri eretti e successivamente abbattuti perché ostruivano la visuale dei palchetti, modifiche strutturali alle trombe degli ascensori. Il direttore dei lavori, dicono i dem, avrebbe ammesso che diverse parti dell’opera sono state rifstte per correggere errori e difformità esecutive.

Il Pd sottolinea anche la presenza di due pareri contrari dei Vigili del Fuoco sull’agibilità del progetto, e critica il fatto che, dopo oltre sette anni di amministrazione Cassì, l’ex cinema resti un cantiere aperto. “Il teatro è stato espropriato nel 2007 – ricorda Schininà – con un progetto esecutivo e fondi già pronti. Oggi ci troviamo davanti a un’opera incompiuta ea troppe spiegazioni non convincenti”.

La replica dell’assessore Gianni Giuffrida

Alle accuse del Pd ha risposto l’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Giuffrida, che parla di “polemiche infondate” e di “notizie allarmistiche”. “Respingiamo al mittente ogni accusa: il sopralluogo non è stato impedito”, chiarisce l’assessore, aggiungendo che le responsabilità economiche di eventuali errori “non ricadranno sul Comune ma su chi ha la responsabilità tecnica”.

Giuffrida non risparmia una frecciata politica: “Quando il Pd ricorda che l’esproprio è avvenuto durante l’amministrazione Dipasquale, dimentica che all’epoca Dipasquale era in Forza Italia, partito che allora i dem contrastavano duramente”. E poi difende l’operato della giunta: “I lavori, nonostante qualche correzione, procedono in linea con il programma. Che senso ha diffondere allarmi sapendo qual è la realtà dei fatti? Questa amministrazione ha sbloccato un’opera attesa da decenni e ha recuperato finanziamenti che molti consideravano persi”.

Forza Italia scende in campo a sostegno dell’assessore

Le parole di Giuffrida trovano subito l’appoggio del suo partito. Forza Italia Ragusa si schiera compatta al suo fianco, accusando il Pd di “strumentalizzare” una vicenda che – a loro dire – meriterebbe solo riconoscenza per l’impegno profuso. “Ancora una volta il Pd preferisce la polemica invece di riconoscere la serietà con cui l’amministrazione sta restituendo alla città un bene storico”, scrive il coordinamento cittadino.

Il partito sottolinea che “il sopralluogo è stato regolarmente concesso” e che gli aggiustamenti tecnici “sono stati già eseguiti, come confermato dal direttore dei lavori”. Forza Italia rivendica “un lavoro meticoloso, frutto di competenza e passione”, e invita a lasciare da parte la rissa politica: “I cittadini non meritano un continuo ping pong di accuse. È tempo di pensare ai fatti, non ai titoli dei giornali”.

La controreplica del Pd: “Basta vittimismo e mezze verità”

Dopo la difesa di Giuffrida e il comunicato di Forza Italia, arriva la controreplica dei dem. “Non si tratta di vittimismo, ma di chiarezza”, scrive il Pd. “Lo stesso assessore ammette che alcune parti dell’opera sono state rifatte: è la conferma di quanto abbiamo denunciato. Se davvero i costi non peseranno sul Comune, lo si dimostri con i documenti, non con rassicurazioni verbali”.

Il segretario Schininà chiude con un avvertimento: “I cittadini meritano risposte concrete, non giustificazioni. Continueremo a vigilare con serietà e trasparenza, perché la distrazione di qualcuno non può costare altri soldi alla collettività”. Intanto, il cantiere del Concordia resta lì, simbolo di un’opera che Ragusa aspetta da troppo tempo e di una politica che, su un palco mai finito, continua a recitare ruoli opposti.

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