Mons. Salvatore Rumeo: “La nostra vita è un pellegrinaggio di speranza verso la vita eterna”
Una celebrazione di fede immersa nello splendore barocco della Chiesa Madre di San Pietro, uno dei gioielli più ammirati della città.
Domenica 2 novembre, in occasione della Commemorazione dei Fedeli Defunti, Rai Uno ha trasmesso in diretta nazionale la Santa Messa presieduta dal Vescovo di Noto, Mons. Salvatore Rumeo, concelebrata da don Giuseppe Stella, parroco del Duomo, e da padre Antonello Abbate, vicario foraneo della città.
La liturgia, solenne e molto partecipata, è stata un momento intenso di preghiera e di raccoglimento, un’occasione per ricordare con gratitudine i propri cari defunti e rinnovare la speranza cristiana nella risurrezione.
Ad animare la celebrazione è stato il Coro diocesano di Noto, accompagnato all’organo dal maestro Giorgio Cannizzaro, con una straordinaria esecuzione musicale che ha permesso ai fedeli di “pregare due volte”, come amava dire Sant’Agostino.
Come di consueto, la troupe Rai ha aperto la diretta con una suggestiva “cartolina” dedicata alla città di Modica, esaltando le sue bellezze barocche e la maestosità dei monumenti, in particolare la scalinata e la facciata della Chiesa di San Pietro, simboli inconfondibili della “Città delle cento chiese”. La regia e i testi della trasmissione sono stati curati da Gianni Epifani.
La celebrazione ha voluto ricordare il profondo legame che unisce i fedeli pellegrini sulla terra con coloro che vivono ormai nella pace di Dio. Un giorno che diventa ponte tra cielo e terra, segno di comunione e memoria viva di quanti si sono amati.
La riflessione del vescovo di Noto
Durante l’omelia, Mons. Rumeo ha offerto una riflessione di forte intensità spirituale: “Il Salmo 24 ci ricorda che il nostro Dio fa memoria e in Lui riconosciamo la fonte della nostra vita e la sorgente dell’amore”, ha detto il Vescovo di Noto.
“Cristo è morto e risorto, e tutti siamo partecipi di questo mistero. La nostra vita è un pellegrinaggio di speranza verso la vita, non verso la morte. Con questa certezza viviamo orientati verso la Gerusalemme celeste, dove sono i santi e i nostri fratelli defunti” ha aggiunto ancora mons. Rumeo.
“Questa celebrazione rafforza la nostra fede: la morte è un passaggio, una porta che si spalanca verso l’eternità. Scopriamo che la morte è un invito a vivere più intensamente la nostra vita cristiana, nella certezza che il nostro cammino terreno ha come fine l’incontro con il Signore Gesù. Viviamo così la nostra vocazione ad essere sale della terra e luce del mondo”.
La diretta su Rai Uno ha rappresentato per Modica una preziosa occasione di visibilità nazionale e un momento di unità spirituale.
Come ricordato anche dagli organizzatori, la Messa domenicale trasmessa dalla Rai non è un evento locale, ma un servizio alla comunità nazionale, pensato per quanti non possono partecipare di persona alla celebrazione.
Nonostante alcune aspettative o polemiche, la liturgia si è svolta in un clima di grande compostezza e raccoglimento, segno che la vera protagonista è stata la fede vissuta nella bellezza.







