Randagismo, Distefano: “Basta rimborsi a pioggia, servono premi per chi previene”

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Ragusa – L’assessore comunale alla Tutela Animali di Ragusa Andrea Distefano rilancia il dibattito sul randagismo e propone un nuovo modello di riparto dei fondi regionali. “Le risorse – afferma – devono premiare i Comuni che attuano vere politiche di prevenzione, non solo chi spende per mantenere i cani nei rifugi”.

La proposta di riforma

La Regione Siciliana, spiega Distefano, ha distribuito negli ultimi tre anni circa cinque milioni di euro all’anno in base alle spese rendicontate dai Comuni. “Un criterio che – osserva – finisce per favorire chi ha più ricoveri e non chi riduce il fenomeno. È un sistema che, pur nascendo da un’esigenza reale, premia chi mantiene il problema invece di risolverlo”.

L’assessore propone quindi un modello ‘a doppia quota’: il 50% delle risorse destinato alla gestione ordinaria, e un altro 50% vincolato ai Comuni che dimostrino risultati concreti in termini di prevenzione, sterilizzazioni, adozioni, reimmissioni controllate e campagne di sensibilizzazione. “Vogliamo introdurre un principio di miglioramento progressivo – aggiunge –: ogni Comune dovrà aumentare del 30% l’attività preventiva rispetto all’anno precedente, destinando almeno il 10% della quota vincolata alla sterilizzazione felina”.

“Premiare chi previene, non chi riempie i canili”

In una conversazione telefonica, Distefano ha chiarito ulteriormente la ratio della proposta: “Se un Comune riesce a contenere la popolazione canina, non significa che il problema sia risolto. Al contrario, se catturi e riempi i canili, aumenti le spese e condanni gli animali a vivere tutta la vita in struttura. Bisogna premiare le amministrazioni che attivano percorsi di prevenzione, sterilizzazioni, microchippature, adozioni e reimmissioni controllate”.

Il nuovo sistema, spiega ancora l’assessore, sarà pensato per l’annualità 2026. “Se quest’anno un Comune ha fatto adottare dieci cani, il prossimo dovrà arrivare a tredici per ottenere una ripartizione maggiore. È un modo per stimolare un miglioramento costante, misurabile e trasparente”.

I criteri attuali: chi spende di più prende di più

Durante l’intervista Distefano ha fatto anche alcuni esempi concreti: “Oggi la ripartizione si basa sulle spese sostenute per il mantenimento dei cani nei canili. Così accade che Comuni come Modica ricevano somme elevate, anche oltre i 200 mila euro, pur non avendo un randagismo particolarmente visibile per le strade. Evidentemente, quei fondi derivano dai costi per il mantenimento degli animali in strutture convenzionate”.

Ragusa– ha spiegato – si appoggia a strutture esterne come il canile ‘Dog Project’ di Piazza Armerina. “Il problema – sottolinea Distefano – è che questo meccanismo porta le amministrazioni a spendere per mantenere, non per prevenire”.

Verso la Finanziaria Regionale

La proposta di riforma sarà presentata all’Assessorato Regionale alla Salute e a quello delle Autonomie Locali, e inserita nel pacchetto di misure che il gruppo parlamentare di Sud Chiama Nord, guidato dall’onorevole Cateno De Luca, porterà al confronto con il presidente della Regione in vista della prossima Legge Finanziaria Regionale.

“L’obiettivo – conclude Distefano – è qualificare la spesa pubblica e orientarla verso risultati concreti di benessere animale e responsabilità amministrativa. I fondi pubblici devono sostenere le soluzioni, non perpetuare le emergenze”.

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