Tassazione affitti brevi, l’aumento dell’aliquota al 26%, colpirà 3259 gestori in provincia di Ragusa

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L’articolo 7 del Disegno di legge di Bilancio, predisposto dal Governo Meloni, interviene sulle locazioni brevi prevedendo un aumento dell’aliquota del 5%, passando da una tassazione del 21% al 26%.

Mentre al momento i titolari di un solo immobile dato in affitto breve – la grande maggioranza del comparto – sono soggetti ad una aliquota del 21% e quelli che svolgono attività imprenditoriale – con due o più strutture – pagano il 26%, dal 1 gennaio 2026 sono tutti conformati a quest’ultima aliquota.

Mentre prima l’art. 4 del Decreto legge 50/2017 che l’imposta del 26% “è ridotta al 21 per cento per i redditi derivanti da contratti di locazione breve relativi ad una unità immobiliare”, adesso questa eccezione viene cancellata.

Per provare a mascherare la stangata e ad attenuare il dissenso, il Disegno di legge di Bilancio prevede che l’aliquota resterà al 21% per la prima casa affittata senza intermediari.

E’ un tentativo goffo, poco raffinato, per calmare gli animi dei gestori degli affitti brevi, perché ormai è diventata prassi comune ed insostituibile ricorrere agli intermediari – Booking, Airbnb, etc..- per essere presenti sul mercato e per raggiungere l’utenza, senza i quali si rimane perfetti sconosciuti.

Quindi nessuna eccezione: la totalità dei gestori degli immobili destinati ad affitti brevi sarà soggetta ad una aliquota del 26%.

Per avere una idea di massima sull’entità e sulla ricaduta di questa scelta basta far parlare i numeri.

Secondo l’Aigab – l’Associazione italiana gestori di affitti brevi – sono presenti on line più di mezzo milione di appartamenti destinati ad affitti brevi.

In Sicilia gli alloggi privati destinati ad affitti brevi non imprenditoriali – quelli su cui ricadrà l’aumento dell’aliquota – hanno una capacità ricettiva di oltre 200 mila posti letto, che rappresenta il 68% dei posti letto nell’extralberghiero e supera abbondantemente quella alberghiera che raggiunge i 125 mila posti letto.

Non è diversa la situazione in provincia di Ragusa dove su di un totale di 4141 esercizi con disponibilità di 37.614 posti letto, ben 3259 sono affitti brevi con capacità di posti letto di 15.281.

E’ chiaro, con la forza dei numeri, che ad essere colpiti a tutti i livelli – nazionale, regionale e provinciale – dall’aumento dell’aliquota è la parte preponderante dell’intera offerta turistica.

Quali possono essere le conseguenze di questa scelta del governo nazionale?

Innanzitutto, a lume di naso, è prevedibile un aumento dell’abusivismo e di conseguenza una alterazione della libera concorrenza, insomma una guerra fra poveri.

Quindi, se l’intento della manovra è quello di far dismettere alcune attività per rendere disponibili un numero maggiore di abitazioni da destinare ad affitti di lungo periodo, i risultati non saranno eccezionali.

Non si può intervenire a colpi di spada in questo settore, occorre usare un bisturi di precisione per operare con accortezza gli aggiustamenti necessari, altrimenti invece di combattere l’abusivismo lo si incentiva.

Si spera in un ravvedimento dell’ultima ora, in un “ravvedimento sulla strada per Gerico” anche se la Ragioneria generale dello Stato ha già bollinato il Disegno di legge di Bilancio.

Peppe Privitera

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