La Polizia di Stato di Comiso ha dato esecuzione a una misura cautelare nei confronti di un giovane di 26 anni, residente nella stessa città, accusato di aver maltrattato la propria compagna.
Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Ragusa su richiesta della Procura, prevede l’allontanamento dell’uomo dall’abitazione familiare, il divieto di avvicinamento alla vittima e l’applicazione del braccialetto elettronico per il monitoraggio costante dei suoi movimenti.
Le indagini avviate dopo una serie di liti in casa
Le indagini sono partite lo scorso settembre, a seguito di alcuni interventi della volante presso l’abitazione della coppia. Gli agenti, chiamati più volte per sedare liti violente tra i conviventi, hanno potuto constatare la presenza di lividi e segni evidenti di maltrattamenti sulla donna, che ha poi dovuto ricorrere alle cure mediche.
Dalle successive verifiche sono emerse plurime condotte di violenza fisica e verbale, che hanno delineato un quadro preoccupante di soprusi e aggressioni ripetute nel tempo. L’uomo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe più volte agito in preda all’ira, offendendo e colpendo la convivente anche per futili motivi.
Alla luce dei gravi indizi raccolti e delle esigenze cautelari, la Procura della Repubblica di Ragusa ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari l’emissione di un’ordinanza restrittiva. Il giovane è ora sottoposto a una misura di allontanamento dalla casa familiare e al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima.
È stato inoltre applicato il braccialetto elettronico, uno strumento di controllo previsto nei casi di “codice rosso” per garantire maggiore sicurezza alla persona offesa e consentire un immediato intervento delle forze dell’ordine in caso di violazione.
Una nuova applicazione del “Codice rosso”
Il caso di Comiso rappresenta un’ulteriore applicazione della normativa sul “Codice rosso”, introdotta per contrastare in maniera più incisiva i reati di violenza domestica e di genere. Grazie alla tempestiva segnalazione e all’azione coordinata tra Polizia e autorità giudiziaria, la situazione è stata posta sotto controllo prima che potesse degenerare ulteriormente.
La vittima, ora affidata ai servizi di supporto e tutela, ha potuto finalmente trovare un momento di protezione dopo mesi di tensione e paura. Gli inquirenti proseguono le attività investigative per raccogliere ulteriori elementi utili alla definizione del procedimento penale.







