Food Mama Fest, 163 mila per cene e show cooking: il “banchetto” politico è servito

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Altro che promozione del territorio. Il “Food Mama Fest” nasce come evento per valorizzare la cucina iblea, ma si trasforma subito in un caso politico e amministrativo. Sei weekend di degustazioni costeranno oltre 163 mila euro di fondi pubblici, senza bando, senza concorrenza e con una regia che profuma di casa: Ignazio Abbate e l’ex consulente culturale e sovrintendente della fondazione Teatro Garibaldi, Simona Celi.

Nessun bando, nessuna gara, solo un affidamento lampo

Non c’è stato alcun bando pubblico. Nessuna selezione, nessuna tasparenza. La trattativa per assegnare l’organizzazione è partita il 16 settembre e chiusa appena tre giorni dopo. Un tempismo degno di un appalto d’emergenza, non certo di un evento enogastronomico. Eppure si tratta di decine di migliaia di euro pubblici affidati a una ditta nata da pochi mesi, la Sun Hub Srls, priva – almeno a leggere i registri camerali – di esperienza nel settore.

Il progetto “di famiglia” di Abbate e della sua ex consulente

È stato lo stesso Ignazio Abbate ad ammettere che l’idea e il progetto del “Food Mama Fest” sono nati da Simona Celi, ex sovrintendente della fondazione Teatro Garibaldi ed ex consulente culturale. È lei oggi la direttrice artistica dell’evento. In pratica, un’iniziativa pensata, finanziata e gestita dentro lo stesso cerchio politico. Un cerchio che a Ragusa ormai si allarga ovunque, ma sempre con le stesse facce.

166 mila euro per sei weekend e nessuno sa nulla

Oltre 27 mila euro a weekend per cene, show cooking e degustazioni. Soldi pubblici che arrivano dall’Assessorato regionale all’Agricoltura grazie al sostegno politico dello stesso Abbate, che oggi rivendica il “successo” di un evento di cui non esiste ancora alcuna pubblicitaà. Chi conosce gli eventi, i ristoranti, i luoghi? il menù o qualsiasi altra informazione utile a cittadini e turisti? La promozione resta un fantasma: a pochi giorni dall’avvio, fissato per il 18 ottobre e nessuno sa cosa accadrà, dove e quando. Ma i fondi – quelli sì – sono già belli che impegnati.

CNA e Libero Consorzio: la regia delle ombre

Il budget complessivo supera i 200 mila euro. Tutto affidato, tramite il Libero Consorzio Comunale, alla CNA di Ragusa. E qui sorge la domanda: com’è possibile che una rete di imprese così radicata nel territorio non abbia trovato nessuna azienda associata capace di gestire la manifestazione? Errore telematico? veramente? Perché affidarsi a una ditta nata da pochi mesi e senza esperienza documentata nel settore? Gli artigiani iscritti alla CNA dovrebbero chiederselo – e forse anche ribellarsi.

La trasparenza che manca (e che nessuno controlla)

Il metodo scelto per l’affidamento ricorda più una trattativa tra amici che un atto amministrativo. La Provincia ha chiesto i bilanci della società? Una fideiussione a garanzia dell’investimento? Non si sa. Sembra tutto basato su una fiducia cieca, la stessa che in Sicilia spesso accompagna la gestione “personalizzata” dei fondi pubblici.

Un festival dal sapore politico più che gastronomico

Il “Food Mama Fest” si presenta come un festival di promozione, ma nei fatti rischia di diventare una vetrina personale per Abbate e il suo entourage politico. Un evento “familiare”, finanziato con soldi pubblici, senza trasparenza, e con un ritorno tutto da dimostrare per il territorio. Una gestione che sa di vecchia politica e che lascia una domanda amara: quanto costa davvero la promozione del gusto, quando a tavola siede la politica?

(Ultimo aggiornamento ore 11,27)

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