Sulla fiancata una riproduzione dell’opera dello Street Artist – Balloon Girl – adattata per l’occasione perché la bambina indossa un giubbotto di salvataggio.
La nave “Louise Michel”, che prende il nome di una storica scrittrice anarchica, colorata di rosa dal famosissimo artista di street art Banksy che è anche il finanziatore, è attraccata ieri nel porto di Pozzallo con a bordo 69 migranti, salvati in due diverse operazioni, messe a segno al centro del canale di Sicilia nel pomeriggio dell’11 ottobre.

La Louise Michel è un’ex imbarcazione della marina francese capace di raggiungere i 28 nodi, che batte bandiera tedesca.
Banksy, noto per le sue creazioni improntate alla satira e alla critica politica e culturale, ha acquistato l’imbarcazione con i proventi della vendita di un’opera, poi decorata e riadattata per fare operazioni di ricerca e soccorso.

E’ stato lo stesso artista di Bristol a rivendicarne l’acquisto sul suo profilo Instagram ufficiale, dove afferma “di aver comprato uno yacht ma di averlo convertito in una nave di salvataggio per tutti quei migranti che ogni giorno rischiano la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo”.
La nave oltre alla scritta “Rescue” – salvataggio, soccorso – sui lati, ha anche una riproduzione dell’opera dello Street Artist – Balloon Girl – adattata per l’occasione perché la bambina indossa un giubbotto di salvataggio.

Non è la prima volta che lo street artist tocca il delicato tema dell’immigrazione. Un’opera dedicata a questa tematica – il trittico di Banksy “Mediterranean Street View” – aveva già fatto parlare di sé raggiungendo in asta la cifra di 2,2 milioni di sterline, andate in beneficenza per volontà dello stesso street artist.

Banksy è uno degli artisti contemporanei più enigmatici e influenti. Sebbene molte delle sue opere siano famose in tutto il mondo, ci sono aspetti della sua vita e carriera che rimangono poco conosciuti.
La sua vera identità rimane sconosciuta. È originario di Bristol, una città che ha avuto un ruolo cruciale nella sua formazione artistica. Negli anni ’90, Bristol era un vivace centro per la cultura underground, con una forte scena musicale e artistica.
Nonostante il suo anonimato, Banksy ha collaborato con diversi artisti e musicisti e le sue opere si occupano spesso di tematiche come la guerra, il capitalismo, il controllo sociale e i diritti umani.
Uno degli eventi più discussi nella carriera di Banksy è stata la vendita all’asta di una delle sue opere più famose, “Girl with a Balloon”. Nel 2018, subito dopo essere stata venduta per oltre un milione di sterline, l’opera si è autodistrutta parzialmente tramite un trituratore nascosto nella cornice.
Insomma, in questo caso la nave Louise Michel è un pezzo d’arte galleggiante che va di pari passo con la solidarietà.
Tra l’altro, ironia della sorte, proprio in questo periodo e fino al 2 novembre presso l’ex Convento del Carmine a Modica è aperta al pubblico la mostra “Banksy – Realismo Capitalista. L’arte in assenza di utopie”, con documenti e materiali originali del famoso Street Artist.
Una coincidenza che spinge a conoscere più in fondo l’opera ed il pensiero di un artista che ha spostato dalla tela al muro la sua attività.
Peppe Privitera
Foto esclusive per Il Domani Ibleo di Marta Privitera






