Si è concluso a Marina di Modica “The Language of Inclusion” promosso da Key Life

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A Marina di Modica si è concluso, venerdì 10 ottobre, il training course organizzato dall’associazione “Key Life” dal titolo “The Language of Inclusion”.

L’iniziativa, finanziata dalla Commissione europea e dall’Agenzia italiana per la gioventù nell’ambito del programma Erasmus+, ha coinvolto 27 operatori giovanili provenienti da diversi paesi europei come Austria, Bulgaria, Spagna e Romania, che dal 5 ottobre si trovavano in Sicilia per prendere parte ad attività legate all’educazione, supportati dal trainer Emanuel Caristi. Lo scopo del training course è quello di migliorare la qualità del lavoro con i giovani, fornendo competenze, strumenti e metodologie che aiutino i ragazzi nell’attuare una comunicazione inclusiva.

Stimolare la partecipazione attiva

Leonardo Soraci, presidente dell’associazione Key Life, ha dichiarato: “Una comunicazione efficace è aspetto fondamentale del lavoro con i giovani, eppure molti professionisti fanno fatica a creare degli ambienti in grado di valorizzarli e coinvolgerli. Grazie all’implementazione di questo progetto, gli operatori giovanili saranno facilitati nel creare delle discussioni che stimolino la partecipazione attiva, oltre che gestire efficacemente le dinamiche di gruppo e a garantire le intersezioni sia faccia a faccia che digitali.”

La permanenza a Marina di Modica ha fatto sì che i ragazzi sviluppassero competenze nello gestire discussioni delicate ma anche nel saper bilanciare la partecipazione all’interno di gruppi eterogenei.

È proprio a questi ultimi due punti che Soraci si è voluto collegare, affermando come come una delle sfide che gli operatori giovanili devono affrontare oggigiorno è proprio quella di gestire conversazioni complesse, soprattutto se si trattano temi delicati l’identità, la discriminazione e l’inclusione sociale. 

“Senza gli strumenti giusti queste discussioni possono diventare sbilanciate. Un altro aspetto cruciale è stato l’accessibilità digitale, con molti operatori giovanili che non hanno le conoscenze per adattare le proprie tecniche di facilitazione agli ambienti digitali. Questo progetto è servito proprio a colmare queste lacune”, ha affermato successivamente Storaci.

Il presidente di Key Life ha poi voluto ringraziare tutti i volontari che hanno contribuito non solo alla realizzazione del progetto, ma anche alla sua riuscita, esprimendo soddisfazione per il raggiungimento degli obiettivi. 

Soddisfatti anche i partecipanti, che hanno avuto occasione di crescere e soddisfatti anche gli operatori giovanili, che si sono cimentati nella prova dell’Inclusive Talking Toolkit, uno strumento creato da loro stessi che raccoglie tecniche di facilitazione efficaci e linee guida strutturate nell’ambito della comunicazione inclusiva.

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