Modica: gli Asu sono merce elettorale? Terranova (Cgil): “Basta bugie sulla pelle dei lavoratori”

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Riceviamo e pubblichiamo una nota del segretario della Camera del Lavoro di Modica Salvatore Terranova dal titolo ”La demagogia istituzionale sugli Asu”

“I lavoratori Asu- scrive il segretario Terranova-operanti negli enti locali in dissesto finanziario vivono una doppia condizione di precarietà: essi sono senza alcuna tutela previdenziale e contrattuale da quasi 30 anni e hanno anche la sfortunata consapevolezza che la loro stabilizzazione viene rallentata proprio perché lavoratori di un ente in default finanziario.

E’ la sorte dei lavoratori Asu impegnati nei vari uffici del Comune di Modica, che agognano il raggiungimento della loro stabilizzazione in virtù della norma nazionale, recepita dalla Regione siciliana, che consente di poterli assumere. Pur in presenza di detta norma, il Comune di Modica, oggi in dissesto, non può attivare le previste procedure assunzionali delle 87 unità perché ancora non ha approvato il bilancio stabilmente riequilibrato, condizione imprescindibile imposta dalla normativa nazionale vigente che subordina la possibilità di fare nuove assunzioni alla regolare approvazione degli esercizi finanziari e alla preventiva autorizzazione della Commissione ministeriale competente (COSFEL). 

Da qualche settimana, alcuni sostengono che molti Comuni siciliani in dissesto hanno stabilizzato i loro Asu, non indicando però quali sono questi comuni e soprattutto se essi li hanno stabilizzati in assenza del bilancio riequilibrato approvato o con il bilancio approvato. Differenza questa dirimente! Detti personaggi- alcuni anche con incarichi istituzionali importanti – sostengono che sia possibile farlo anche per gli enti locali in dissesto, visto che, pur in assenza del bilancio stabilmente riequilibrato approvato e senza altra diversa normativa nazionale, i costi della stabilizzazione sono a carico della Regione siciliana e pertanto senza oneri per i bilanci comunali. 

A questo punto sarebbe cosa importante conoscere questi Comuni siciliani che hanno proceduto all’assunzione dei loro Asu senza essere in regola con gli esercizi finanziari, per poterci informare e conoscere come hanno potuto chiudere questo lunghissimo capitolo di precariato. Se non è così, è palese che alla base di tutta questa tambureggiante pressione nei confronti del Comune di Modica vi sia una strategia elettorale finalizzata ad esacerbare la già pesante spaccatura politico-amministrativa in atto del monocolore che gestiva prima l’ente, ma anche a mettere in difficoltà le Organizzazioni sindacali, cui viene affibbiata la responsabilità dello stallo e, ad un tempo, per tenere elettoralmente vicini questi lavoratori. E’d’obbligo fare chiarezza subito.

Per quanto ci riguarda, non è giunto il momento di approntare a livello nazionale una specifica norma che costituisca una deroga per gli Asu rispetto alle disposizioni della vigente normativa in materia di assunzione negli enti locali,  così da consentire agli enti locali infognati nelle procedure del dissesto di poterli assumere, purché i costi di tali procedure assunzionali siano coperti interamente dai fondi regionali, e pertanto derogando all’approvazione dei bilanci e dei pareri previsti dalla commissione competente?

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