La riforma dei consorzi di bonifica approvata all’Ars riaccende il dibattito politico in Sicilia: tra chi rivendica il merito del risultato e chi sottolinea le lacune, la discussione si concentra su stabilizzazioni, aumento delle giornate lavorative e diritti dei lavoratori forestali.
La norma che interessa i consorzi di bonifica è stata approvata all’Assemblea Regionale Siciliana, portando con sé una ventata di soddisfazione ma anche nuove polemiche. Il provvedimento prevede la stabilizzazione del personale inserito nei P.O.V. e un incremento progressivo delle giornate lavorative fino a 156 all’anno. Una misura che tocca migliaia di addetti impegnati quotidianamente nei servizi idrici e nella manutenzione del territorio.
Il Pd: «Abbiamo corretto una riforma nata senza risorse»
Per il deputato regionale del Partito Democratico Nello Dipasquale, il successo non è frutto del caso: «I consorzi di bonifica e l’aumento a 156 giornate lavorative per i lavoratori arrivano, ancora una volta, grazie al Partito Democratico. La prima versione della riforma non prevedeva risorse adeguate, per questo l’abbiamo rimandata in commissione affinché fosse finanziata correttamente. Oggi, invece, con una maggioranza debole e una norma a rischio bocciatura, il Partito Democratico ha contribuito a salvarla».
Il deputato dem ha poi lanciato un appello al governo regionale: «Resta irrisolta la questione dei lavoratori forestali, che non sono stati presi in considerazione. Per questo abbiamo presentato un emendamento per incrementare di 20 ore le giornate lavorative anche per loro».
Abbate: «Una giornata storica, restituiamo dignità ai lavoratori»
Ignazio Abbate, presidente della I Commissione Affari Istituzionali, ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione della norma: «Oggi siamo riusciti a portare a termine un lunghissimo percorso e a ridare dignità lavorativa a tantissimi siciliani che aspettavano da anni questa notizia: il personale dei Consorzi di Bonifica inserito nei P.O.V. potrà essere assunto a tempo indeterminato e full time».
Abbate ha inoltre ricordato i numeri concreti del provvedimento: «Il personale con 78 o 101 giornate lavorative vedrà un aumento immediato di 23 giornate e, dal 1° gennaio 2026, tutti arriveranno a 156 giornate. È un passo avanti enorme per garantire continuità ai servizi essenziali dei consorzi e valorizzare chi lavora ogni giorno per il territorio».
Una riforma tra traguardi e incognite
Il provvedimento rappresenta un traguardo importante per la stabilità occupazionale dei lavoratori dei consorzi, ma non mancano le ombre. Restano da chiarire i tempi di attuazione e la copertura finanziaria a lungo termine, oltre alla questione dei forestali, rimasti fuori dal testo definitivo. Su questo punto, il Pd promette battaglia, chiedendo un ulteriore intervento dell’Ars per equiparare i trattamenti.
In un clima politico incandescente, la riforma diventa terreno di scontro tra chi rivendica di averla salvata in extremis e chi celebra l’unità del percorso istituzionale.







