All’Assemblea Regionale Siciliana è andato in scena uno dei momenti più graffianti del dibattito politico degli ultimi mesi. Ismaele La Vardera, deputato regionale e leader di Controcorrente, ha ironizzato duramente sulla manovra finanziaria regionale, definendola “una sagra delle mance” e scagliandosi contro i “deputati elargitori di mance” che hanno distribuito fondi pubblici come se fossero regali di Natale.
Nel mirino dell’ex Iena è finito soprattutto Ignazio Abbate, leader della Democrazia Cristiana siciliana e protagonista – secondo La Vardera – di un vero e proprio “miracolo economico”. Il deputato di Controcorrente, con tono ironico, ha detto in aula:
“Io voglio essere modicano per eccellenza! Dico a Papa Leone che deve dare un premio a Ignazio Abbate! Pensa, le chiese di Modica hanno avuto più soldi di quelle di Palermo e Catania! Papa Leone lo deve ricevere in Vaticano, merita la benedizione, perché grazie a Modica arrivano piccioli in tutte le chiese!”
Un affondo pesante, condito da sarcasmo e riferimenti diretti alle migliaia di euro destinati alle chiese della provincia di Ragusa tramite la legge di bilancio. Secondo La Vardera, si tratterebbe dell’ennesimo esempio di “finanza a macchia di leopardo”, dove i fondi pubblici vengono distribuiti in base alla vicinanza politica e non ai reali bisogni dei territori.
La Vardera contro Assenza: “80 mila euro per un campo da padel e bretelle da record”
Ma non solo Abbate. La Vardera ha lanciato una frecciata anche al deputato Giorgio Assenza di Fratelli d’Italia, ironizzando sulla sua “passione sportiva” e sul suo stile impeccabile:
“80.000 euro, il fantastico Giorgio Assenza, a cui invidio le sue fantastiche bretelle! Lo ringrazio, e poi mi dica dove le ha comprate, per avere dato 80.000 euro anche lui per un bel campo di padel!”
Un intervento pungente che ha strappato risate e sguardi imbarazzati tra i banchi dell’Aula, ma che allo stesso tempo ha sollevato una questione politica seria: l’uso dei fondi pubblici a discrezione dei deputati regionali. La Vardera ha denunciato ancora una volta “una manovra surreale, piena di mance e favoritismi”, ribadendo di aver rinunciato personalmente ai propri 300 mila euro di fondi discrezionali: “Non sono in vendita”.
“Una politica di mance e benedizioni”
Con tono ironico ma tagliente, La Vardera ha invocato il ritorno alla cosiddetta Legge Mattarella, che prevedeva una distribuzione equa e automatica dei fondi per tutti i comuni siciliani, senza discrezionalità. “È l’unico modo – ha detto – per mettere fine a questa tradizione delle mancette e dei santi in paradiso”.
Il riferimento a Ignazio Abbate come “miracolato” della politica e la battuta su Papa Leone hanno infiammato il dibattito e riacceso la polemica sulle “donazioni” per le chiese di Modica, più ricche – a quanto pare – di quelle di Palermo e Catania messe insieme.
Una cosa è certa: tra bretelle di lusso, campi da padel e benedizioni papali, la manovra regionale ha regalato più di uno spunto a chi, come La Vardera, non ha intenzione di tacere di fronte agli “elargitori di mance” dell’ARS.
L’intervento di La Vardera in Aula
Il video in basso mostra il deputato di Controcorrente alternare sarcasmo e indignazione, tra citazioni su “Papa Leone che benedirà Abbate” e battute sulle “bretelle d’oro” di Assenza.






