Piano urbanistico generale di Vittoria: CNA e Confcommercio chiedono una città sostenibile

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Due voci diverse ma un obiettivo comune: dare a Vittoria una visione urbanistica moderna, sostenibile e capace di rigenerare il tessuto edilizio esistente. CNA e Confcommercio intervengono nel dibattito sul nuovo Piano urbanistico generale (Pug) del Comune, con proposte che puntano a coniugare sviluppo, rispetto del territorio e rilancio delle attività economiche locali.

CNA: “Rigenerare il patrimonio edilizio, non consumare nuovo suolo”

La Cna di Vittoria evidenzia l’importanza di una pianificazione orientata al riuso e alla rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, in linea con la Legge regionale n.19/2020. I dati non lasciano spazio a interpretazioni: secondo il rapporto Ispra 2024, il consumo di suolo a Vittoria resta elevato, mentre i numeri Istat mostrano una popolazione stabile e oltre 12.000 abitazioni vuote su 35.000 totali. “È il momento di puntare sul recupero dell’esistente e non su nuove espansioni”, sottolinea la Cna, che chiede di evitare scelte urbanistiche che aggraverebbero la gestione dei servizi essenziali come acqua, manutenzione e sicurezza urbana.

L’associazione non si dichiara contraria alle nuove costruzioni, ma ritiene insostenibile una crescita urbana senza regole. Da qui la proposta di incentivi e regolamenti che favoriscano interventi di riqualificazione, bioedilizia ed efficientamento energetico, in modo da rilanciare il settore delle costruzioni in chiave green e sostenibile.

Un passaggio centrale del documento riguarda la regolarizzazione urbanistica delle attività artigianali e industriali lungo la strada per Alcerito, oggi prive di destinazione d’uso e quindi escluse da molti contributi pubblici. Cna chiede un intervento urgente per garantire legalità e sviluppo. Inoltre, la categoria torna a denunciare la carenza di infrastrutture e collegamenti inadeguati, soprattutto a Scoglitti, dove occorre un piano di riqualificazione portuale e urbanistica che restituisca funzione e vivibilità a un’area strategica ma dimenticata.

Infine, la Cna rilancia il principio della perequazione urbanistica come strumento per rigenerare aree degradate e recuperare edifici abbandonati senza consumare nuovo suolo, riservando le nuove edificazioni solo a casi strettamente necessari per favorire occupazione e sviluppo produttivo.

Confcommercio: “Rendere la città attrattiva e sostenibile”

Nel documento di Confcommercio Vittoria, guidata dal presidente Gregorio Lenzo, emerge una visione complementare. L’associazione propone un approccio “olistico” al Pug, che tenga insieme pianificazione, economia e qualità della vita. “Un piano urbanistico – spiega Lenzo – deve valorizzare l’esistente e rendere la città attrattiva, accessibile e vivibile, garantendo servizi e opportunità sia ai cittadini che alle imprese”.

Confcommercio lancia l’allarme sulla desertificazione commerciale del centro storico, dove via Cavour, un tempo cuore pulsante del commercio, mostra oggi serrande abbassate e locali vuoti. “Dobbiamo ripartire da lì – sottolinea Lenzo – con politiche di rigenerazione urbana e incentivi per il rilancio del commercio di prossimità. Dove ci sono negozi e botteghe, c’è vita, relazione e sicurezza sociale”.

Tra le priorità indicate c’è anche la riqualificazione del teatro Garibaldi come simbolo culturale e catalizzatore di nuove attività economiche, insieme al riuso degli immobili dismessi – ex banche, uffici, magazzini – da trasformare in spazi di servizio, cultura e socialità. Un’azione di questo tipo, sostiene Confcommercio, “avrebbe importanti ricadute attrattive e stimolerebbe nuovi investimenti sul territorio”.

Mobilità, equilibrio e innovazione

Altro punto chiave del documento è quello della mobilità sostenibile. Confcommercio rilancia l’idea di un parcheggio multipiano nel centro cittadino, mai realizzato, da integrare oggi in un sistema moderno di mobilità dolce, ciclovie e collegamenti efficienti con il trasporto pubblico. “Serve una città più accessibile – aggiunge Lenzo – con parcheggi adeguati e percorsi sicuri per residenti e visitatori”.

L’associazione richiama anche la recente Legge regionale n.3/2024, che modifica la normativa sul commercio, chiedendo equilibrio tra piccole e grandi attività per evitare squilibri nella distribuzione dei servizi. “Quando chiude un negozio – ribadisce Lenzo – si spegne una luce nella città”.

Per Confcommercio, infine, il Pug deve guardare anche al futuro delle imprese, accompagnandole nei processi di digitalizzazione ed efficientamento energetico. Solo così la città potrà crescere in modo armonico, valorizzando i suoi centri storici e rafforzando il commercio di prossimità come cuore dell’identità urbana.

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