Il punto sull’economia: la BCE lascia i tassi invariati per mantenere la stabilità dei prezzi

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Di Salvatore G. BLASCO

     La Banca centrale europea ha lasciato invariato il costo del denaro e nel contempo ha alzato le previsioni di crescita per il 2025 sulla scia di un’economia, che possiamo definire più resiliente.

     FRANCOFORTE ha mantenuto il tasso di riferimento sui depositi bancari al 2% in seguito al calo dell’inflazione verso l’obiettivo fissato al 2%.

 In Italia il governo ha registrato, per l’anno in corso, un tasso inflattivo dellì1,9%.

La decisione della Banca centrale di mantenere oppure tagliare i tassi dipenderà dal perseguimento del target inflattivo fissato al 2%.

Un miglioramento del rating del debito pubblico che oggi veleggia intorno ai 3056  miliardipotrebbe far percepire il nostro Paese come  “porto sicuro” sul mercato dei titoli nonché sulle banche.

     Ora è anche vero che con una BCE prudente sui tassi, tocca al governo sostenere la crescita.

     L’allentamento dei tassi, sotto il profilo monetario, da parte della BCE è una misura di politica monetaria espansiva volta a stimolare significativamente l’economia e a ridurre di contro il costo del denaro.

     A questo punto diciamo anche  il “ Tasso di sconto “ come veniva chiamato qualche tempo addietro non è più una terminologia utilizzata dalla BCE, ma il suo equivalente più vicino è il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento, che all’11 giugno 2025 è stato fissato al 2,15%

     La Banca centrale inoltre ha lasciato i tassi invariati – come accennato sopra – al 2% nella sua ultima riunione del luglio 2025, confermano così i livelli raggiunti a giugno scorso.

     Per essere ancora più chiaro nel far capire il mosaico dei tassi, ecco qui di seguito una specificazione: Principali tassi BCE

     – tasso di deposito presso centrale a  giugno  2%

     – Tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali, 2,15% a

     – Tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale. 2,40%.

     Detto questo è il momento di finirla nell’attaccare la BCE perché non abbassa i tassi.

     La decisione della Banca centrale di mantenere i tassi stabili, e non di allentarli, non è legata all’Italia che è diventata un porto sicuro per le banche, ma alla mera necessità di mantenere la stabilità dei prezzi.

Quindi la decisione di allentarli dipende dall’andamento dell’inflazione nell’Eurozona nel suo complesso, come confermato dalle recenti decisioni di mantenere i tassi fissi.

     In sintesi la stabilità del nostro Paese è un fattore positivo che può contribuire a un ambiente economico più favorevole, ma le decisioni di allentare i tassi di interesse della BCE è guidata da considerazioni macroeconomiche più ampie, in particolare dal controllo dell’inflazione.

 Concludo precisando che la BCE è un Istituto indipendente, quini va rispettato e non intimidito da forze esogene.

     Da noi per fortuna non assistiamo a minacce contro la BCE, come invece ci tocca assistere in USA dove il presidente Donald Trump minaccia, un giorno si e l’altro ancora si, una causa legale contro Powell: danni incalcolabili perché non taglia i tassi

     Da quando è stato rieletto Trump ha sempre criticato Powell, presidente della Fed, definendolo uno stupido.

     Rispetto a bordate tragico-comiche, come sopra, persino la morte qualche volta è comica.

Salvo G. BLASC0

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