Celebrati i 50 anni del Movimento Giovanile Salesiano alla presenza del Rettor Maggiore

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A Catania don Fabio Attard, XI successore di don Bosco

Catania – “Si vede si sente Don Bosco è qui presente”. Con questo claim, Catania ha accolto don Fabio Attard, Rettor Maggiore dei Salesiani e XI successore di don Bosco, giunto in Sicilia per la prima volta nel suo nuovo incarico dal 27 al 28 settembre.

La visita ha coinciso con un anniversario speciale: i 50 anni del Movimento Giovanile Salesiano (MGS), nato in Sicilia nel 1975 e diffusosi poi in tutta Italia e nel mondo.

L’arrivo e l’abbraccio dei Salesiani di Sicilia

Il 27 settembre, una delegazione dei 148 salesiani presenti sull’isola ha accolto don Fabio all’aeroporto. A guidarlo nel suo primo incontro con i confratelli è stato don Domenico Saraniti, ispettore dei Salesiani di Sicilia, che ha sottolineato: “Vivere i temi del Capitolo Generale significa lasciarsi orientare dallo Spirito nelle nostre scelte e nella nostra carità educativa. È necessario avere la capacità di interpretare il carisma di don Bosco in forme nuove e in nuove presenze, coltivando sempre la vicinanza ai giovani più poveri. Vogliamo lanciare un progetto nel quartiere storico di San Cristoforo come antidoto ai facili inganni”.

Poi nel pomeriggio, il cortile del San Francesco di Sales, con oltre mille persone è stato teatro di una grande festa in onore di don Bosco, con la presenza delle autorità civili e religiose. C’erano il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il sindaco di Catania Enrico Trantino, l’arcivescovo Luigi Renna e la superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, madre Chiara Cazzuola.

Il presidente Schifani ha preso la parola con un impegno concreto: “Dobbiamo lavorare per far tornare i nostri giovani, essere pellegrini di speranza e fermento per la società. Ripartire dai più giovani significa rinnovare la nostra terra. Come governo regionale vogliamo rafforzare i luoghi di aggregazione per l’educazione, sostenere la pratica educativa con voucher e destinare risorse concrete agli enti del Terzo settore. Una parte del surplus di bilancio sarà dedicata al sociale. Ai giovani dico: non siate solisti, fate squadra. La vera solidarietà è credere nel domani”.

Al termine della serata, prima della consegna della cittadinanza onoraria da parte del sindaco a don Fabio Attard e a madre Chiara Cazzuola, il Rettor Maggiore ha offerto una lectio magistralis, sottolineando: “È urgente costruire percorsi che formino i giovani al bene della società, in un’epoca segnata dall’indifferenza e dal disincanto. In una cultura che rischia di soffocarci con l’individualismo, il nostro impegno deve diventare sistema, antidoto a ciò che uccide la speranza”.

Il 50° al Teatro Metropolitan

Il cuore della celebrazione si è svolto domenica mattina al Teatro Metropolitan, gremito da oltre duemila tra giovani e membri della famiglia salesiana. Sul palco, i ragazzi degli oratori siciliani hanno messo in scena uno spettacolo che ripercorreva i cinquant’anni del Movimento, accompagnando la narrazione con i verbi guida della giornata: sognare, testimoniare, fortificare e camminare.

Protagonisti i giovani stessi, che con una lettera aperta hanno consegnato un messaggio carico di speranza: un invito a non restare inermi e a non voltarsi dall’altra parte davanti alle sfide del presente. La mattinata si è aperta con un minuto di silenzio in memoria dei bambini di Gaza e con richiami continui alla pace.

Don Fabio, entusiasta per l’entusiasmo contagioso dei ragazzi, ha detto: “Cari giovani, oggi abbiamo ricevuto da voi uno splendido messaggio, una boccata di ossigeno di cui abbiamo tanto bisogno… Avanti tutta in questo incendio di santità!”.

Accanto a lui, madre Chiara Cazzuola ha incoraggiato: “Voi giovani avete l’energia e la forza per rendere il mondo migliore. La nostra spiritualità ci insegna che si cresce insieme, sperimentando”.

Festa, pellegrinaggio e Celebrazione Eucaristica

La gioia della giornata si è riversata anche nella Villa Bellini con giochi e balli, prima di trasformarsi in raccoglimento con il pellegrinaggio giubilare lungo via Etnea fino alla Cattedrale. Qui, don Fabio ha presieduto la celebrazione eucaristica, nella chiesa che custodisce la tomba del beato cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet, vescovo degli ultimi, che volle fortemente la presenza dei Salesiani a Catania.

La visita del Rettor Maggiore si è conclusa con un momento dal forte valore simbolico: l’incontro con la comunità di San Cristoforo, quartiere popolare di Catania, dove presto riaprirà la scuola professionale con corsi di avviamento al lavoro per i giovani, grazie anche al sostegno della Regione.

Un segno concreto che le parole di don Bosco continuano a tradursi in opere: accompagnare i giovani, soprattutto i più fragili, e accendere in loro una speranza che diventa vita.

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