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Sequestro di Gaetano Nicosia, conferenza in Procura: “Tanti lati oscuri, indagini a 360 gradi”

Si è svolta questa mattina alle 10.30 nei locali della Procura di Ragusa la conferenza stampa sul caso del sequestro di Gaetano Nicosia, il 17enne di Vittoria liberato ieri sera dopo ore di angoscia.

A parlare ai giornalisti è stato il procuratore capo Francesco Puleio, affiancato dal sostituto Monica Monego, dal questore Marco Ciambra, dal capo della Squadra Mobile Andrea Monaco e dal dirigente del commissariato di Vittoria Giovanni Arcidiacono.

Puleio ha spiegato che le indagini restano coperte da segreto istruttorio e che gli inquirenti stanno indagando senza sosta su più fronti: “La vicenda presenta ancora lati oscuri sui quali risponderemo compatibilmente alla necessità di non pregiudicare le indagini e cercando di offrire all’opinione pubblica un quadro completo limitatamente al divulgabile in questa fase”. Il procuratore ha inoltre espresso apprezzamento per lo spirito di sacrificio delle forze dell’ordine, sottolineando la rapidità con cui hanno operato, creando pressione sugli ambienti criminali. Smentite anche le voci sul blocco dei beni della famiglia in quanto non risultano precedenti intimidazioni ai danni dei familiari.

I fatti del rapimento

L’episodio risale a giovedì sera, quando alla Sala Operativa della Questura giunge la segnalazione di un presunto sequestro in via G. Fava, ad angolo con via Prof. Giangreco, nel quartiere Forcone di Vittoria. Secondo la ricostruzione, mentre il giovane si intratteneva con alcuni amici nei pressi di un Centro Revisioni, una Fiat Panda scura si è avvicinata. Dall’auto sono scesi due uomini incappucciati e armati di pistola che si sono diretti verso il gruppo.

In pochi istanti, i presenti hanno cercato riparo in un SUV Jeep Renegade, ma i sequestratori hanno concentrato l’attenzione su Gaetano Nicosia, seduto a bordo dell’auto. Lo hanno trascinato fuori con la forza, costringendolo a salire sulla Panda scura, al cui interno li attendeva un complice alla guida. I testimoni hanno raccontato che i due uomini parlavano in italiano, con marcata inflessione dialettale locale, e invitavano tutti a mantenere la calma. Dopo l’azione fulminea, l’auto si è allontanata velocemente.

Il ritorno e le indagini

La vicenda si è conclusa nella tarda serata di ieri, quando Gaetano Nicosia si è presentato spontaneamente al Commissariato di Vittoria, accompagnato da un amico, dichiarando di essere stato liberato poco prima. Un epilogo accolto con sollievo dalla comunità, anche se molti aspetti restano avvolti nel mistero.

Gli investigatori hanno ascoltato sia i giovani testimoni presenti durante il sequestro, sia i genitori del ragazzo. Il padre è un imprenditore molto noto nel settore dell’ortofrutta, titolare di una delle aziende più importanti della provincia.

Non è emersa alcuna richiesta di riscatto o di denaro, circostanza che esclude, almeno per ora, l’ipotesi di un rapimento a scopo estorsivo che avrebbe comportato il coinvolgimento della Direzione Distrettuale Antimafia. Restano quindi aperte più piste investigative, comprese quelle legate a dinamiche giovanili o a possibili contrasti nel territorio.

Un caso che scuote Vittoria

La liberazione del ragazzo non ha cancellato lo shock vissuto dalla città. Il sequestro, avvenuto in pieno centro abitato e sotto gli occhi di decine di testimoni, resta un segnale di allarme gravissimo per la sicurezza pubblica. L’opinione pubblica e le istituzioni continuano a chiedere chiarezza e giustizia, mentre le indagini proseguono senza sosta per ricostruire movente, dinamiche e responsabilità.

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