Sul futuro del porto di Pozzallo l’ing Di Sarcina è ottimista: “Ci vuole tempo, risorse, e fiducia”

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Nostra intervista al Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia orientale, in occasione della presentazione dell’Accordo di Programma con il Comune di Pozzallo

Con 68,7 milioni di tonnellate di merci movimentate nel 2024 (+4%), i porti siciliani rappresentano il 14% della quota di mercato nazionale. Il 74% delle merci prodotte nell’Isola viaggia via mare. L’import-export vale 29,2 miliardi, di cui 11,9 miliardi importati (Medio Oriente, Nord Africa e Cina i principali fornitori) e 9,6 miliardi esportati, maggiormente verso Ue a 27, Paesi europei non Ue e Nord Africa.

Che ruolo gioca, in questo contesto, il porto di Pozzallo?

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia orientale, Francesco Di Sarcina,  a Pozzallo in occasione della  presentazione dell’Accordo di Programma  fra l’ente da lui guidato ed il Comune di Pozzallo, ha relazionato sullo stato di fatto e sul futuro della struttura portuale.

Pozzallo – Accordo di Programma Comune- Autorità Sistema Portuale Sicilia Orientale 26.098.2025

Una disamina puntuale, senza nascondere le difficoltà esistenti, che fa chiarezza sull’oggi e soprattutto sul domani del porto di Pozzallo.

Il progetto, portato “in dono” all’Autorità Portuale dal Comune di Pozzallo necessita di 400 milioni di euro per essere realizzato e Di Sarcina non ha nascosto i propri dubbi sulla sua fattibilità.

Ha infine  elencato gli interventi che saranno effettuati nell’immediato futuro: la messa in sicurezza degli impianti, la sede dell’Autorità Portuale, il dragaggio del porto piccolo.

Questo il suo pensiero.

Presidente Di Sarcina, Lei guida una Autorità portuale che comprende i porti di Catania, Augusta, Siracusa e Pozzallo. Quest’ultima struttura è destinata ad essere  la cenerentola del Sistema oppure gode di pari dignità?

“Assolutamente gode di pari dignità, naturalmente con il ruolo che riesce a svolgere perché tutto è correlato alla posizione geografica e alle dimensioni del porto stesso.
E’ ovvio che da questo punto di vista sconta un certo deficit infrastrutturale perché rispetto agli altri è un po’ più piccolo, quindi evidentemente non si può fare tutto quello che si vorrebbe. E’ proprio per questo che il nostro desiderio è quello di pervenire ad un ampliamento del porto nei tempi e nei modi che saranno consentiti dalle circostanze generali, per poter dare la possibilità agli operatori e al territorio che si affaccia sul porto di Pozzallo di avere maggiori chance di crescere”.

Se “non è la grandezza dei porti a determinare la dimensione dei problemi, come Lei ha avuto modo di sostenere, vale lo stesso concetto anche per le prospettive di sviluppo?

“No, è l’opposto esatto per le prospettive di sviluppo. Purtroppo la quantità di merci e di persone che si riescono a gestire all’interno di un porto è esattamente come all’interno di un aeroporto. Se lei vuole fare un aeroporto internazionale in una stanza di 100 metri quadrati, le esplode il mondo in faccia, quindi purtroppo da questo punto di vista devo dire che è il contrario”.

In un suo intervento, al recente convegno sulle prospettive dei porti siciliani, ha relazionato sullo stato dei cantieri in corso, quali sono quelli in atto o previsti per Pozzallo?

“Stiamo investendo. Nell’arco di un paio di anni completeremo di investire 29 milioni di euro circa per fare tutta una serie di attività sulle banchine attuali che sono necessarie. Da quelle più banali, quali sistemare i parabordi, le bitte, a quelle un po’ più delicate degli impianti, per finire al completamento di opere che erano rimaste un po’ in sospeso. Il tutto evidentemente al fine di dare intanto a questo assetto infrastrutturale la massima resa possibile. Poi, ovviamente, invece con un progetto di completamento, che poi è oggetto dell’accordo procedimentale con il Comune di Pozzallo, penseremo nei tempi e nei modi che saranno consentiti di ampliare questo porto e di dargli un futuro ancora più fluido.“

Navi da crociera, sogno o possibilità per Pozzallo?

“Non è un sogno, tant’è che la prima come è stato possibile vedere è arrivata. Sono arrivate navi piccole ed una nave di una certa dimensione per la prima volta è arrivata quest’anno. Questo è il frutto di un lavoro di promozione che noi abbiamo fatto. Naturalmente dobbiamo considerare che gli armatori vanno convinti col tempo, non si fa dall’oggi al domani, perché è vero che gli armatori tendenzialmente cercano nuove rotte, però queste nuove rotte devono avere tutta una serie di convergenze favorevoli che non sempre vengono facilmente rintracciate. Quindi  il porto di Pozzallo ha dei vantaggi ma ha anche dei limiti, dobbiamo cercare di superare i limiti ed esaltare i vantaggi. Piano piano proveremo a farcela”.

Peppe Privitera

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