Ispica, Stornello (PD) all’attacco: “E’ ora di andare a casa, il fallimento è sotto gli occhi di tutti”

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“Pronto a dimettermi se lo faranno anche il sindaco e la maggioranza dei consiglieri comunali in carica. Per la serie: ‘Tutti a casa’”. Con queste parole, pronunciate nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Ispica, il consigliere del Partito Democratico Gianni Stornello ha lanciato una vera e propria sfida politica, chiamando in causa direttamente l’Amministrazione e i colleghi d’aula.

Un bilancio disastroso

Secondo Stornello, la situazione amministrativa è ormai drammatica. Il consigliere dem parla di una città trascinata nel baratro da chi aveva promesso risanamento e sviluppo, ma ha consegnato soltanto immobilismo e disservizi. I bilanci non approvati, il Piano regolatore bloccato e un risanamento mai decollato sono solo la punta dell’iceberg.

Servizi essenziali al collasso

L’elenco delle criticità è lungo e impietoso: uffici comunali e bagni senza pulizia, ascensore di Palazzo Bruno fermo da mesi con i disabili esclusi dagli uffici e dall’aula consiliare, scuolabus assenti per il secondo anno consecutivo, centro e periferia invasi dalle erbacce. E ancora: gestione caotica dei rifiuti, impianti idrici ceduti a Iblea Acque in condizioni fatiscenti, bollette mai emesse, Bandiera Blu persa, farmacia stagionale a Santa Maria del Focallo mai aperta. “Un clima di sfascio totale”, denuncia Stornello.

Il consigliere PD sottolinea come persino l’opposizione sia messa in difficoltà da un Consiglio comunale ormai convocato solo per ratificare variazioni su un bilancio vecchio di anni. A ciò si aggiungono atti approvati e poi ritirati, gaffe istituzionali e persino cittadinanze onorarie definite “farlocche”. Una gestione che, a detta di Stornello, ha reso Ispica lo scenario di “incidenti diplomatici” e improvvisazioni imbarazzanti.

Il nodo della mancata sfiducia

Stornello non risparmia neppure un passaggio polemico sulla mozione di sfiducia contro il sindaco respinta mesi fa: “Era un atto scritto male, nato dal centrodestra, che il PD avrebbe dovuto votare da chierichetto. Avevamo chiesto una mozione nuova, inattaccabile, ma la nostra proposta fu respinta. Così, di fatto, si è consentito all’Amministrazione di sopravvivere”.

“Accanimento terapeutico” sulla città

L’affondo finale è durissimo: “Questa Amministrazione è come un malato terminale su cui si pratica accanimento terapeutico. A soffrire è la città. Depositerò le mie dimissioni dal notaio, pronte a diventare esecutive subito dopo quelle del sindaco e di metà dei consiglieri”. Una sfida che chiama in causa coerenza e coraggio politico, mentre Ispica resta ostaggio dell’immobilismo.

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