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Omicidio e crudeltà inaudita: ecco chi ha ucciso ad Ispica Giuseppe Barone ed il suo pappagallino

È il 26 dicembre del 2022 quando i carabinieri rinvengono il corpo senza vita di Giuseppe Barone, pensionato di 79 anni, nella sua abitazione di Ispica.

A dare l’allarme erano stati i familiari, preoccupati dal fatto che l’uomo non rispondesse al telefono. Giunti nella casa, hanno fatto la macabra scoperta: l’anziano era disteso esanime sul letto, con evidenti ferite al volto e alla mano destra.

La porta d’ingresso risultava forzata e subito si è fatta strada l’ipotesi dell’omicidio. Barone, ex assicuratore molto conosciuto in città, viveva con l’anziana madre che, proprio in quei giorni, era ricoverata in ospedale, lasciandolo solo in casa.

La dinamica della rapina

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, quella notte tra Natale e Santo Stefano il pensionato sarebbe stato sorpreso dai rapinatori all’interno della sua abitazione in contrada Margio. Dopo aver forzato la porta, i malviventi lo avrebbero immobilizzato su una sedia e colpito ripetutamente con calci, pugni e con un corpo contundente. Abbandonato agonizzante sul letto, Barone è deceduto a causa delle gravi lesioni riportate.

La crudeltà degli aggressori si è manifestata anche nell’uccisione di un pappagallino di proprietà della vittima: l’animale sarebbe stato decapitato per costringere l’uomo a rivelare dove custodiva denaro e oggetti di valore. Un gesto che ha suscitato profondo sdegno e che ha contribuito a rendere l’episodio ancora più efferato.

Le indagini e la svolta

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Santo Fornasier della procura di Ragusa, sono state condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo provinciale, dai colleghi della Compagnia di Modica e della Stazione di Ispica, con il supporto dei Ris di Messina. Proprio gli accertamenti tecnici hanno permesso di isolare una minuscola traccia di sangue sul corpo della vittima, che si è rivelata decisiva per risalire a uno degli aggressori.

Già nei giorni successivi al delitto, i sospetti si erano concentrati su un gruppo di cittadini rumeni monitorati dalle forze dell’ordine. Uno di loro aveva abbandonato precipitosamente l’Italia per rientrare in patria. A suo carico, nel tempo, si sono accumulati gravi indizi che hanno portato il gip di Ragusa a emettere un mandato d’arresto europeo.

Gli arresti

La svolta definitiva è arrivata il 31 dicembre 2024, quando in Romania è stato arrestato Tarzan Floric Oprica, 36 anni, ritenuto uno dei responsabili dell’omicidio. Su di lui pende l’accusa di omicidio doloso aggravato in concorso, rapina aggravata e uccisione di animali, tutti contestati con la presenza di due complici che verranno giudicati separatamente.

Nei suoi confronti è stato disposto il giudizio immediato: il processo si aprirà il 10 ottobre davanti alla Corte d’Assise di Siracusa. Oprica dovrà rispondere non solo della morte del pensionato, ma anche della rapina di un cellulare e di una tessera BancoPosta, oltre che dell’uccisione del pappagallino di Barone.

Gli altri due indagati, anch’essi di nazionalità rumena, sono stati recentemente identificati e le loro posizioni restano al vaglio della magistratura. L’intera comunità di Ispica, profondamente segnata da quella notte di violenza, attende giustizia per la morte di un uomo stimato e conosciuto da tutti.

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