BAPS condannata: il tribunale di Ragusa boccia i costi esosi per i documenti bancari

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Il Tribunale di Ragusa ha condannato la Banca Agricola Popolare di Ragusa (Bapr) per aver subordinato la consegna della documentazione bancaria al pagamento di spese ritenute eccessive e ingiustificate.

La sentenza, pubblicata il 18 settembre, rappresenta un punto fermo nella tutela dei diritti dei clienti che richiedono accesso agli atti bancari.

Il caso e la sentenza

La vicenda era nata da un’azione promossa da una cliente titolare di azioni Bapr, che non era riuscita a ottenere copia dei contratti nei termini previsti dall’articolo 119 del Testo Unico Bancario. La banca aveva richiesto il pagamento di 192 euro per il rilascio dei documenti. Di fronte al rifiuto, la cliente si era rivolta all’associazione Adusbef, ottenendo un decreto ingiuntivo poi opposto dall’istituto di credito.

Il tribunale ha rigettato l’opposizione della Bapr, riconoscendo il diritto del cliente a ricevere gratuitamente la documentazione richiesta e condannando la banca al pagamento delle spese legali del procedimento e del decreto ingiuntivo. Il giudice ha sottolineato che non sussiste alcun legame tra la produzione dei documenti e i costi richiesti, ritenuti sproporzionati.

La soddisfazione di Adusbef

“È una sentenza che pone fine a un comportamento che abbiamo combattuto per anni – ha commentato l’avvocato Elisabetta Freni, delegato Adusbef per Catania e Ragusa –. All’inizio del caso Bapr venivano richieste somme esorbitanti per il rilascio dei documenti in formato digitale, scoraggiando così i clienti dal verificare i propri diritti. Il tribunale ha accolto pienamente la nostra tesi, aprendo la strada a una gestione più trasparente in futuro”.

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