Detenzione per 10 migranti, riaperto il Centro di Trattenimento richiedenti asilo di Modica

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Arrivati ieri sera anche 160 migranti da Lampedusa nell’hotspot di Modica, mentre 150 circa sono in quello di Pozzallo.

Ci eravamo occupati, nei giorni scorsi, di un’area realizzata in tutta fretta, nel territorio di Modica, per ampliare l’hotspot di Pozzallo che poi stravolgendo i piani ha incorporato anche un Centro per i richiedenti Asilo, antesignano di quello realizzato dal Governo Meloni in Albania.

La nostra inchiesta ha messo in luce costi, sprechi, la contrarietà e l’opposizione netta dell’opinione pubblica, delle istituzioni nel territorio. Una assurdità, già bocciata anche dai decreti della magistratura di Ragusa e Catania che ha liberato tutti i migranti che vi sono stati rinchiusi.

Da ieri la storia si riapre e non sappiamo se è un escamotage per giustificare le spese sostenute, o una provocazione per quanti hanno aperto il focus su questa vicenda.

Purtroppo, gli sbarchi dei migranti sono per qualcuno come quei tavoli allungabili che si possono richiudere: il vantaggio è che quando servono basta aprirli, quando ingombrano si chiudono nel ripostiglio.

Al punto che la Presidente del Consiglio è intervenuta, pochi giorni fa, al Coast Guard Global  Summit 2025 a Roma, in occasione del 160° anniversario della fondazione del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera sottolineando: ”i numeri incoraggianti che stiamo registrando in Italia e in Europa con il calo drastico degli sbarchi…”

Quindi il tavolo allungabile rimane ben nascosto nel ripostiglio. E ieri, il tavolo è stato tirato fuori dal ripostiglio e pulito da polvere e ragnatele che lo hanno riempito nel tempo di mancato utilizzo.

La novità è che la struttura ubicata nell’area industriale Modica-Pozzallo, che contiene locali adibiti ad ampliamento dell’hotspot di Pozzallo ed è anche sede dell’ormai famoso Centro di Trattenimento per i richiedenti asilo, da ieri sera ospita 160 migranti trasferiti da Lampedusa e 10 migranti, collocati nell’area, “galera”, in attesa delle decisioni sulla loro sorte.

Al momento nell’hotspot di Pozzallo, che ha una capacità di 240 posti, ne sono occupati circa 150, quindi tra i due hotspot quello del Porto e quello di Modica ci sono circa 310 persone.

Ma quello che è scandaloso, ancora una volta, è l’apertura della parte del Centro di Trattamento per i richiedenti Asilo, voluto dal decreto Cutro, che già in passato, si è svuotato degli ospiti nel giro di un paio di giorni.

Ed è quello che succederà anche per queste dieci unità, che come ci riferisce chi queste vicende le conosce, per il semplice motivo che i migranti faranno ricorso al giudice e come è successo nel passato e come succede nel famigerato centro in Albania, verranno rilasciati per rientrare nei loro paesi. Paesi di origine che nel caso di questi dieci migranti dovrebbero essere Tunisia ed Egitto.

Ma cosa è cambiato?

Forse l’effetto della nostra inchiesta giornalistica che ha diffuso la notizia di un utilizzo molto ridotto e occasionale della struttura realizzata nell’area industriale Modica-Pozzallo e se il trasferirvi i migranti provenienti da Lampedusa è quello di giustificare, in qualche modo, le spese sostenute provando ad utilizzare parzialmente la struttura, è chiaramente un tentativo maldestro.

I numeri riportati nell’inchiesta si riferivano al Ctra – appunto il Centro di Trattenimento per i richiedenti asilo – non all’ampliamento dell’hotspot presente nella stessa struttura- ed in quello che la magistratura ha messo già il catenaccio.

Peppe Privitera

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