Celebrato ieri a Modica, presso il Santuario Madonna delle Grazie, il 25° anniversario di ordinazione sacerdotale del parroco rettore don Giovanni Lauretta.
A presiedere la solenne liturgia è stato il vescovo di Noto, mons. Salvatore Rumeo. Numerosi i fedeli presenti da Modica, Scicli, Pachino e dalle diverse realtà in cui don Giovanni ha prestato servizio pastorale in questi anni. Presenti anche i sindaci di Modica, Maria Monisteri, e di Scicli, Mario Marino.
Il 14 settembre del 2000 veniva ordinato don Giovanni Lauretta. “Siamo felici di essere qui – ha ricordato mons. Rumeo – circondato dall’affetto dei tuoi cari e dei tuoi confratelli sacerdoti”.
Un giorno di festa per dire grazie
Un giorno di festa per la comunità, una felice ricorrenza per rendere grazie del dono ministeriale del sacerdozio. Non è stato un momento solo per guardare al passato con gratitudine, ma anche l’occasione per rilanciare la missione nel tempo presente.
Numerosa anche la presenza di religiose che, in questi anni di sacerdozio di don Giovanni Lauretta, hanno collaborato a vario titolo con il sacerdote nelle diverse parrocchie in cui ha operato.
“Sostiamo in punta di piedi dinanzi al tuo cuore, nel tentativo di riuscire a leggere quelli che sono i tuoi sentimenti” ha detto, all’inizio della sua omelia, mons. Salvatore Rumeo.
“Il primo sentimento, la prima grande emozione, è quella legata alla gratitudine al Signore per il dono della vita, della tua famiglia e per il dono del sacerdozio. Le vocazioni si ottengono con la preghiera: la tua vocazione è frutto della preghiera di tante anime e della preghiera celeste” ha ricordato ancora il vescovo Rumeo.
Nella sua omelia a braccio, quasi un dialogo a tu per tu con don Giovanni, mons. Salvatore Rumeo ha ricordato il senso profondo di ogni vocazione. “Il sacerdozio è un cammino che porta a spenderti ogni giorno per gli altri, a salire sulla croce per vivere il Sacerdozio di Cristo. Non è cosa facile”.
“Siamo legati tutti al giorno in cui siamo stati ordinati sacerdoti; ripercorrere questa strada vuol dire rientrare nel mistero della vita e comprenderla alla luce del mistero di Dio. Ricorda: noi siamo stati chiamati. Si è sacerdoti, ma fondamentalmente noi siamo sacerdoti e non facciamo le cose da prete” ha rimarcato ancora il vescovo Rumeo.
“Il Signore ci manda e ci invia. Dobbiamo amare la nostra gente e amare la nostra Chiesa, perché il Signore ci chiama qui ad essere segno della sua benedizione. La gente ha bisogno dell’amore del Signore” ha aggiunto mons. Salvatore Rumeo.
Un grazie che ha ripercorso le comunità di Modica e Scicli
A conclusione della celebrazione, don Giovanni Lauretta ha espresso il suo grazie alla comunità presente, ringraziando quanti si sono spesi per realizzare la celebrazione.
“Mi piace pensare questo 25° come un cammino vero di ricerca di senso. Ho iniziato il mio cammino di parroco il 7 ottobre del 2000 proprio qui, al Santuario della Madonna delle Grazie. Mi sentivo spaesato, ma sapevo di contare sulla mia famiglia, la mia parrocchia di origine e il mio parroco padre Colombo; terzo terreno la famiglia religiosa delle Suore Adoratrici” ha ricordato don Giovanni Lauretta.
“Nel 2005 sono stato trasferito come parroco a San Teodoro e Santa Teresa: una bellissima esperienza pastorale. Qui ho imparato che il mio sacerdozio doveva diventare concreto e fraterno” ha aggiunto don Lauretta.
Poi l’esperienza di Scicli, che don Giovanni ha definito “tosta”, perché diversa dalla fraternità vissuta a Modica Alta. A Scicli ha guidato la Chiesa Madre. “Mi sono aperto a tante relazioni e ci siamo scoperti veramente fratelli. Abbiamo avuto tanti confronti e momenti di crescita. Scicli mi ha reso padre” ha concluso don Giovanni Lauretta.






