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La Sac va verso la privatizzazione e trascina il “Pio La Torre”, sfuma ipotesi “trapanizzazione”

Il ruolo della Camera di Commercio del Sud-Est, principale azionista. Interessati all’acquisto Mundys (Fiumicino), Toscana Aeroporti , Fondo F21(Orio al Serio, Napoli e Torino)

( di Peppe Privitera) – Dopo la conferenza stampa, svoltasi mercoledì scorso presso  l’aeroporto di Comiso, per la presentazione della continuità territoriale che prenderà il via dal primo novembre sulle rotte per Milano e Roma, si sono riaccesi i riflettori sul futuro dello scalo.

La politica aveva chiesto la pari dignità nella ripartizione dei finanziamenti regionali fra gli aeroporti di Trapani e Comiso ed anche un piano regionale per la gestione dei due scali.

La prima richiesta trova certamente un consenso diffuso, aldilà delle intestazioni di paternità purtroppo non assoggettabili ad analisi del DNA.

Altro aspetto è quello riguardante la gestione dei due aeroporti: in questo caso il motto “Tanto a Birgi, tanto a Comiso” non è direttamente applicabile.

Trapani Birgi è gestita da Airgest S.p.A., che è di proprietà pubblica nella sua quasi interezza, perché la Regione Sicilia detiene oltre il 99% delle quote azionarie della società, quindi gode di ampia libertà di movimento nelle decisioni da prendere.

Altra storia è quella che riguarda il “Pio La Torre”. Lo scalo di Comiso è gestito da SAC S.p.A. – che gestisce anche Fontanarossa – che ha acquisito per incorporazione la Soaco, inizialmente ente gestore dello scalo casmeneo. La sua composizione azionaria vede la presenza maggioritaria della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia e con quote minori il Comune di Catania, l’IRSAP, il Libero Consorzio di Siracusa ed il Comune di Comiso  solo con lo 0,96%.

Pertanto mentre la scelta delle figure apicali del management per Birgi è nelle mani della Regione, che dopo aver consultato – più per galateo istituzionale che per necessità – gli altri soci, può decidere in assoluta libertà.

Altra situazione caratterizza il “Pio La Torre”. Qui Regione non detiene alcun pacchetto azionario.

Si era detto però, qualche rigo sopra, che il “Tanto a Birgi, tanto a Comiso” per quanto riguarda la gestione dei due aeroporti non è direttamente applicabile ma non inapplicabile.

Significherebbe nascondersi dietro ad un dito se non si chiarisse che la politica può far pesare le sue scelte anche in maniera indiretta.

Per essere chiari: il primo passaggio da compiere è quello di porre fine al commissariamento della Camera di Commercio del Sud-Est, principale azionista della SAC.

Il governatore Schifani ha già invitato il commissario ad astenersi da decisioni sulla governance di SAC, perché “tale scelta spetta agli organi della Camera di Commercio, una volta ricostituiti, per assicurare una rappresentanza adeguata ed il rispetto delle procedure”.

Tutto ciò significa che dovranno essere trovati gli opportuni equilibri politici per procedere alle nomine e con gli attuali chiari di luna nella maggioranza i tempi non si prevedono brevi.

Ma il problema più grosso – che rende più improbabile una gestione simil-Trapani per Comiso – è che sono già in itinere le procedure per la privatizzazione di SAC che potrebbe mettere in vendita un pacchetto fra il 51% ed il 66% del capitale sociale, la cui acquisizione darebbe la maggioranza assoluta ed il controllo della società all’acquirente, con la parte pubblica che avrebbe soltanto il potere di veto sulle decisioni strategiche.

La conferma di questa iniziativa viene dal Forum Ambrosetti di Cernobbio, perché sembra che l’affare Sac interessi la finanza italiana.

Mundys, il gruppo che controlla lo scalo di Fiumicino, si è detto interessato all’operazione, che vale fra i 500 ed i 600 milioni di euro.

Ma non è il solo: anche Toscana Aeroporti – che controlla Firenze e Pisa – ed il Fondo F21 – che controlla alcuni scali fra cui Orio al Serio, Napoli e Torino – stanno sondando il terreno perché vogliono essere della partita.

Ulteriore conferma a tutto ciò viene direttamente dall’amministratore delegato di SAC – Nico Torrisi . Che nel corso della conferenza stampa di Comiso ha confermato, rispondendo ad una nostra domanda, che l’ipotesi di privatizzazione di Sac è in itinere e che sull’argomento la prossima settimana ci sarà un incontro con Enac e Presidenza del Consiglio per stabilirne il percorso.

L’ipotesi ventilata dalla politica di una “Trapanizzazione” dell’aeroporto di Comiso sembra, quindi, andare definitivamente in soffitta.

Peppe Privitera

Aeroporto di Trapani, Airgest S.p.A., Forum Ambrosetti, Irsap, renato schifani, Soaco

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