“Chiunque supporta o non riconosce il genocidio in atto a Gaza, non è benvenuto nel mio locale. Palestina libera” sono queste le parole (tradotte) che campeggiano su un cartello apparso questa mattina in una nota edicola del centro storico di Modica.
Da noi contatto il proprietario Salvo Profetto ci ha spiegato il perché di questa decisione: “Ho semplicemente sentito la necessità di condividere un messaggio come simbolo di protesta per quanto sta facendo Israele ai Palestinesi e nello stesso tempo di vicinanza ad un popolo che non ha pace da decenni.
Il mio gesto che credevo fosse isolato almeno qui a Modica ha suscitato l’approvazione di diverse persone anche di fuori, tra cui turisti inglesi e di altri paesi, ma anche recensioni negative di gente che non si è fatta identificare.
Io credo che sia gravissimo che a livello politico non si tenga conto di quanto denunciato dall’ONU e da Francesca Albanese, nella qualità di relatrice speciale per i territori palestinesi occupati. Ancora di più dalla corte penale internazionale.”
La sensibilità del proprietario rispetto al tema, che non è solo della questione palestinese, ma che riguarda il diritto internazionale e ogni sua comunità, compresa la nostra, dovrebbe riportare l’attenzione dei cittadini a temi ben più alti del traffico stradale. Ci riuscirà?
La mancanza di regole che rispettino gli esseri umani in qualunque zona della terra accada, mettono a repentaglio la sicurezza, la pace e la libertà di tutto il resto delle comunità, oltre ad essere azioni che poco hanno di umano.
Fino ad oggi a Modica, a parte l’ Associazione Piero Iemmolo, la veglia per la pace alla Chiesa di San Luca, qualche sporadica bandiera sui balconi e nella zona del Pizzo, sembra che dorma nel suo isolamento.







