L’”intuizione in un click”, all’Istituto Comprensivo Carlo Amore di Modica, progetto e mostra

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Quando l’educazione orientata al patrimonio culturale si connette con l’educazione orientata all’acquisizione di competenze chiave specie per l’apprendimento permanente – così come codificato dalla Commissione Europea – essa diventa non un obiettivo fine a sé stesso ma un veicolo per l’apprendimento e la crescita personale.

Il patrimonio culturale infatti offre un’enorme fonte di ispirazione: può parlarci di tempi antichi, di persone, luoghi, di noi stessi, del presente e perfino del futuro ma solo a condizione di svelare i suoi tesori nel modo appropriato, trasformando l’esplorazione del patrimonio culturale in una sfida, in un’esperienza.

Questa se saputa calibrare può diventare una stimolante esperienza collettiva che consente a studenti e insegnanti di crescere il più possibile anche al di fuori di essa.

Ed è questo il percorso che l’Istituto Comprensivo Carlo Amore di Piano Gesù a Modica  ha sviluppato con il progetto “L’ intuizione in un click” (progetto PNRR DM 19 2024) dove gli studenti delle classi 3° secondarie di primo grado appartenenti al plesso De Amicis accompagnati dalle Docenti esterne  Valeria Lentini – che cura questi percorsi trasversali – e la collaborazione di Debora Medica e Paola Contino (editing) hanno messo a fuoco la propria libertà d’osservazione in un’esperienza immersiva tra i vicoli della città Alta, cogliendo il visibile dall’invisibile grazie alle tecniche trasferite in classe durante una lezione preparatoria in cui – dopo un breve cenno sulla storia della fotografia dal 1800 ad oggi – sono stati analizzati vari mezzi fotografici partendo dal “banco ottico” che rappresenta una delle prime macchine fotografiche nate a seguito della camera oscura. I ragazzi hanno dapprima appreso i diversi formati di pellicola fotografica esistente per poi comprendere la differenza del risultato ottenuto attraverso l’utilizzo di macchine fotografiche come quelle “biotiche”, “a pozzetto”, “35mm”,”digitali” o “polaroid”. 

Agli strumenti è stata affiancata anche una lezione di tecnica di composizione della fotografia come la “regola dei terzi” o la straordinaria tecnica del “panning” dove il soggetto viene fissato su uno sfondo in movimento, tecnica quest’ultima particolarmente apprezzata dai ragazzi.

Il risultato, straordinario, sarà visibile grazie ad una piccola mostra itinerante che la DS Prof.ssa Giulia D’Urso  ha voluto regalare alla città rendendola in parte visibile presso le vetrine di Spazio Temporaneo in corso  Umberto I civ.79, che ha creduto in questo progetto con l’obiettivo di creare una connessione emotiva allo spettatore attraverso la rievocazione di luoghi silenziosi della parte Alta della città che attendono di essere “sentiti” attraverso il loro obiettivo, suggerendo le vite che un tempo riempivano quegli spazi. 

Chi lo sa, forse i ragazzi hanno saputo interpretare egregiamente attraverso l’obiettivo quella voglia di rianimare strade e relazioni tra i vicoli affascinanti di un nucleo della città che inizia a scaldarsi con iniziative che guardano principalmente al bene comune, come quella di Mani in Arte che a breve si svolgerà al Pizzo e che darà una continuità alla mostra riservandole un nuovo spazio urbano.

La mostra vedrà poi la sua definitiva collocazione presso la sede dell’Istituto dove sarà visibile in maniera permanente.

Pensate che l’Indire (l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) riconosce l’Outdoor Education come un’avanguardia educativa, promuovendo e studiando le pratiche innovative in Italia, un plauso dunque all’Istituto Comprensivo Carlo Amore per aver scelto di portare l’apprendimento fuori dalle mura scolastiche e un ringraziamento particolare alla Docente tutor Sabrina Avola per aver collaborato alla buona riuscita del progetto.

Emanuela Napolitano

(Spazio Temporaneo)

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