Emergenza 118, ambulanze prive di medico: in provincia di Ragusa mancano 25 medici su 35

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La provincia di Ragusa si conferma fanalino di coda del sistema di emergenza sanitaria in Sicilia. La carenza di medici a bordo delle ambulanze del 118 ha raggiunto livelli allarmanti: su 35 unità previste in organico, ne mancano 25.

Restano appena 10 medici effettivi per coprire un territorio complesso come quello ibleo, caratterizzato da vaste aree interne e da un forte incremento di presenze turistiche nei mesi estivi.

A lanciare l’allarme è stato Emanuele Cosentino, segretario regionale della Federazione medici territoriali per il settore emergenza, che parla della situazione più grave degli ultimi anni. Con un numero così ridotto di professionisti, molti turni non possono essere garantiti e sempre più spesso le ambulanze partono senza medico a bordo.

Le conseguenze per i cittadini sono pesanti: chi chiama il 118 viene spesso informato preventivamente che l’ambulanza sarà priva di medico, un “servizio ridotto” che lascia sgomenti. In questi casi i mezzi operano soltanto con autista-soccorritore e infermiere, mettendo a rischio la gestione dei codici rossi come infarti, arresti cardiaci o gravi incidenti. In contesti in cui la tempestività può fare la differenza tra la vita e la morte, l’assenza di un medico diventa una criticità insostenibile.

Il problema non riguarda soltanto Ragusa: in tutta la Sicilia, a fronte di un fabbisogno di 586 medici per il servizio di emergenza, ne sono attualmente in servizio solo 328. Mancano all’appello ben 258 professionisti. Una carenza strutturale che mette in ginocchio l’intero sistema, con ricadute dirette sulla salute dei cittadini.

Rischio di vivere un’emergenza nell’emergenza

Per una provincia che conta oltre 200.000 abitanti, l’assenza di copertura medica adeguata rappresenta una vera emergenza nell’emergenza. E la prospettiva, almeno al momento, non appare affatto confortante.

Le istituzioni sanitarie e le forze sanitarie stanno facendo pressing alla regione Sicilia per un intervento urgente per colmare il vuoto, perché come ha ricordato Cosentini non si può permettere che un’emergenza sanitaria si trasformi in tragedia per mancanza di medici.

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