Nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Vittoria si è consumato uno dei passaggi più delicati e controversi della recente vita amministrativa della città: la mancata approvazione del Regolamento di contabilità armonizzata, bloccato per un solo voto.
Un epilogo che ha acceso il confronto politico tra le forze di maggioranza e opposizione, mettendo in luce le fragilità numeriche e metodologiche della coalizione che sostiene il sindaco Aiello.
Il gruppo consiliare della Democrazia Cristiana ha voluto fare chiarezza sull’accaduto, respingendo al mittente ogni tentativo di mistificazione politica. “La maggioranza – composta da appena otto consiglieri, incluso un esponente dell’MpA – non possiede i numeri per governare autonomamente la città, né per approvare atti fondamentali come il bilancio. Soltanto grazie alla nostra responsabilità istituzionale è stato finora possibile portare avanti i lavori d’Aula”, si legge nella nota diffusa dal gruppo DC, che rivendica di aver contribuito a garantire il numero legale per le sedute.
Ma lo stile adottato dalla maggioranza non convince. “Non serve alla città un atteggiamento puerile, basato sulla logica del ‘grazie a me’. Ricordiamo al sindaco Aiello che il ruolo di primo cittadino non legittima l’umiliazione dei consiglieri, trattati – tanto di maggioranza quanto di opposizione – come meri strumenti per garantire il numero legale”. La DC sottolinea inoltre come il proprio voto favorevole al regolamento non sia stato dettato da spirito di servilismo, bensì da coerenza politica e attenzione al merito dell’atto, emendato con proposte proprie e di Fratelli d’Italia ritenute utili per la città.
Tensioni accese anche in aula, con la consigliera Giovanna Biondo che ha provocato la DC invitandola a presentare una mozione di sfiducia. Una frase che ha spinto il consigliere Romano, “disgustato per l’atteggiamento”, ad abbandonare i lavori consiliari. Il regolamento non ha quindi raggiunto la maggioranza richiesta, fermandosi a 12 voti: un esito che – secondo la DC – testimonia la debolezza politica dell’attuale amministrazione.
Una posizione critica è stata espressa anche dal consigliere comunale di Forza Italia, Biagio Pelligra, che ha motivato la propria astensione con la mancanza di approfondimenti tecnici e con un metodo di lavoro carente. “In aula si è parlato di tutto, tranne che dei contenuti del regolamento”, ha dichiarato, lamentando l’assenza di risposte chiare, soprattutto riguardo agli obblighi derivanti dall’accordo con il MEF e alle conseguenze della mancata approvazione. “Avrei desiderato un intervento puntuale almeno da parte del vicesindaco con delega sulla materia, ma anche da tutta la maggioranza”.
Secondo Pelligra, la mancanza di trasparenza e chiarezza ha impedito all’opposizione di esprimere un voto favorevole consapevole. “La mia astensione – ha spiegato – non è semplice dissenso, ma la richiesta di un maggiore rigore procedurale. In aula ho colto un’evidente volontà dell’amministrazione di ‘andare oltre il consiglio’, ignorando il ruolo e le prerogative di chi rappresenta i cittadini”.
Ora la mancata approvazione del regolamento potrebbe aprire le porte a un commissariamento ad acta da parte della Regione, con un ulteriore elemento di incertezza per il futuro amministrativo dell’ente.
Nel frattempo, sia la Democrazia Cristiana che Forza Italia annunciano che continueranno a mantenere un comportamento serio e istituzionale, ma non permetteranno che la loro responsabilità venga utilizzata per coprire le debolezze di una maggioranza priva non solo dei numeri, ma – a loro dire – anche del rispetto dovuto al Consiglio comunale e alla città di Vittoria.






