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Asp Ragusa, gastroenterologo che opera anche nel privato firma circolare sulle liste d’attesa

Comitato Civico Articolo 32: come giocare con due mazzi di carte

Recentemente alcuni medici ci hanno inviato copia di una circolare dell’ asp di Ragusa (ne alleghiamo uno stralcio) rivolta ai medici di famiglia e anche agli specialisti.

Il documento è certamente emblematico della strategia che ispira le decisioni organizzative dei manager e affronta il tema delle liste di attesa . In particolare per le prestazioni di colonscopia e esofagogastroduodenoscopia .

Già nelle prime righe, tra le molteplici cause delle criticità, il dito è puntato verso coloro che si occupano della nostra salute . In particolare nel documento si evidenzia (addirittura in neretto quasi con tono perentorio) “la prescrizione di esami non del tutto necessari da parte dei medici di medicina generale e specialisti” . Insomma se dobbiamo aspettare un anno per una colonscopia la colpa è dei medici accusati di eccessiva pignoleria oppure superficialità !!

Ma la strabiliante circolare continua ancora con argomentazioni a dir poco discutibili. Anche in questo caso (con tono perentorio in neretto ) “un incremento dell’offerta (dei servizi) non comporta necessariamente una riduzione dei tempi di attesa” . Come dire se aumentano vigili del fuoco e autobotti l’attesa dei soccorsi per spegnere gli incendi non si riduce ! Quindi adeguiamoci a questa situazione.

Insomma nessuna misura correttiva se non l’ovvio rispetto delle norma ministeriali.

Spesso ci siamo occupati di pazienti prenotati – si legge in una nota del Comitato Civico Articolo 32 -oltre ogni ragionevole attesa e a titolo di puro esempio, tra tantissimi casi affrontati, ricordiamo il sig. C. A. (richiesta del 21 ottobre 2024 e prenotato per il 19 agosto 2025) e la sig.ra S.C. (richiesta del 17 marzo 2025 e prenotata per il 17 febbraio 2026). Certamente questi come tanti altri casi li abbiamo risolti , ma non ci accontentiamo. Quante altre centinaia di persone rinunciano alla cura oppure si rivolgono a strutture private ?!

Questa incredibile circolare, che giustifica e considera inevitabile questo andazzo, è stata emessa dal dirigente del reparto di gastroenterologia . Lo stesso medico che dirige in contemporanea un centro gastroenterologico privato.

Non abbiamo alcun dubbio che questo professionista sia autorizzato, dall’azienda sanitaria, dalla Regione, dal Ministero della sanità e forse anche dall’unione europea a indossare le due giacche del dirigente del servizio pubblico e del servizio sanitario privato.

Ma non riusciamo a dare risposte alle decine di utenti che ci domandano se possono sussistere conflitti di interesse .

Certamente noi affermiamo che è pienamente rispettato, e anche verificato dagli organi competenti, il principio della assoluta, concreta e trasparente separatezza degli interessi privati e l’esercizio di funzioni di pubblico interesse.

Se l’attesa per una colonscopia è di un anno chi può , è evidente, preferisce rivolgersi ad una struttura privata. Preferibilmente allo studio privato diretto dallo stesso responsabile della struttura pubblica dove si aspetta un anno .
Insomma il diritto alle cure, in tempi ragionevoli, non è un diritto e ancora una volta la Costituzione è oltraggiata.
Rosario Gugliotta presidente Comitato Civico Articolo 32

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