Pozzallo, sbarco di dolore: morti 2 neonati nel Canale di Sicilia. Vescovo Rumeo: “Litania senza fine”

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Due piccoli corpi avvolti in lenzuoli bianchi, il pianto straziante delle madri, lo sguardo vuoto di chi ce l’ha fatta. Questo è l’ennesimo dramma registrato nel porto di Pozzallo nelle scorse ore.

Nel porto di Pozzallo sono sbarcati 97 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia e trasportati a bordo della nave portarinfuse Port Fukuoka.

Tra i superstiti, i corpi senza vita di due neonati di appena 9 e 11 mesi, recuperati in mare ormai privi di vita. Inutili i tentativi di salvataggio è stata una notte lunga e drammatica, segnata da operazioni di salvataggio complesse e da un carico di sofferenza difficile da dimenticare.

Secondo le prime ricostruzioni, i migranti provengono da due barchini alla deriva, soccorsi in mare per un totale di 99 persone.

Un viaggio infernale per trovare nuova speranza: due donne in stato avanzato di gravidanza, diversi migranti con ustioni da idrocarburi, casi di scabbia, traumi, malattie gastrointestinali e un bambino cieco. Le autorità hanno disposto per i casi più delicati il trasferimento d’urgenza all’ospedale “Maggiore-Baglieri” di Modica.

A poche ore dallo sbarco, è giunto il commento accorato del vescovo di Noto, Mons. Salvatore Rumeo, che ha voluto esprimere la sua vicinanza ai migranti e ai volontari impegnati nei soccorsi:

«Di ritorno da Roma per le celebrazioni di San Corrado e della Madonna della Scala apprendo la triste notizia della morte di due bambini caduti in mare da un barcone che doveva condurli verso una vita più serena. Litania di morte senza fine. Non possiamo far finta di niente, non possiamo nasconderci dinanzi all’evidenza reale dei fatti. Il mare ci consegna altri due corpi senza vita di bambini (9 e 11 mesi), piccole vittime di sistemi strutturati che cercano di annientare e far morire la speranza. Oggi questi bambini hanno pagato il prezzo più alto a causa di tanti no, di tanta indifferenza e malvagità. Mamme che piangono la morte dei loro figli senza un perchè, gettate nella disperazione per sempre. A loro va il nostro abbraccio fraterno, la nostra vicinanza cristiana».

Mons. Rumeo ha inoltre voluto ringraziare chi ogni giorno si spende in silenzio per offrire accoglienza e conforto:

«Ringrazio Don Paolo Catinello, i volontari della Caritas, le Associazioni di volontariato e i medici del dispositivo per la loro presenza continua, qualificata, appassionata e instancabile al porto di Pozzallo. Li ringrazio per la loro profonda sensibilità e umanità. Come Chiesa di Noto diamo la massima disponibilità alle autorità competenti. Preghiamo il Signore perché torni la pace nel mondo, perché le acque del Mare nostrum siano fonte di fecondità e abbondanza e non di morte».

L’approdo di Pozzallo si conferma, ancora una volta, luogo di frontiera e di coscienza. Dove l’umanità viene messa alla prova. E dove, troppo spesso, il prezzo di un sogno negato è la vita stessa. Oggi non si può più assistere a queste morti in mare i governi europei devono aprire nuove vie perché la vita è un bene prezioso e non può finire in balia delle onde.

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