Gingina Bergamasco, morta per sovradosaggio, indaga la Procura, trasferiti dall’Asp i farmacisti
Iniziano ad aprirsi le maglie dopo 10 giorni di silenzio dell’Asp 7 e delle strutture sanitarie coinvolte, sulla morte assurda e incomprensibile della professoressa Gingina Bergamasco, la professoressa modicana vittima di mala sanità, ma principalmente di un errore umano.
Come abbiamo scritto ieri, per primi, raccogliendo le testimonianze dei parenti e del legale della famiglia alla professoressa è stata consegnata, dalla farmacia di Modica, rispetto al piano terapeutico, un dosaggio di chemio cinque volte maggiore a quello prescritto, tanto da farla sentire male e successivamente fare ricorso al reparto di oncologia del Giovanni Paolo II, dove era in cura.
I sanitari hanno fatto il possibile per salvarla, ma il suo cuore provato e le dosi eccessive ingerite, avevano già compromesso il suo corpo già debole.
Ora ci sono, a quanto si apprende, due indagini. Una interna dell’Asp7 e una della procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo contro ignoti e sta decidendo sulla richiesta avanzata dalla famiglia di effettuare l’autopsia.
Sul fronte dell’Asp 7 si è appreso che sono stati presi i primi provvedimenti nei confronti dei farmacisti che sono stati trasferiti dalla struttura di Modica

