È davvero singolare che, in un momento in cui a Modica – con la dichiarazione di dissesto finanziario – la classe politica, con contributi corali di tutti i suoi esponenti, attuali e passati, ha presentato il conto come inevitabile esito di una mediocrità politica conclamata, sui social appaiano, come se nulla fosse, tentativi di incensamento di politici scomparsi, enfatizzandone la figura per le cariche ricoperte, senza alcun riferimento ai fallimentari risultati di governo da loro ottenuti.
Nessuno parla più del dissesto. Chi lo fa, come i critici politici e culturali, sembrano più attratti dal “toto dissesto” semplice giochetto orientato a sapere chi saranno e cosa faranno i Commissari del Ministero dell’Interno e quanto sarà l’ammontare del debito che dovranno gestire, che non è di competenza della politica, e disattendono, invece, ciò che dovrebbe essere un dovere per la politicae la cultura, ovvero la critica e la proposta per la elaborazione di un progetto di risanamento diretto a programmare iniziative capaci di incidere positivamente sulla sviluppo economico e con esso sulle entrate, sui sistemi di economia di sistema, su una diversa organizzazione nel recupero crediti e quant’altro.
Pertanto, gli “esperti” modicani di dissesti – un po’ come certi medici che quando non sanno cosa fare prescrivono un esame, attendono l’esito del primo per prescrivere il successivo, e così di seguito fino alla … fine- nell’attesa di vedere i risultati del formidabile “temporarystore” pensato per rilanciare il centro storico e di poter avviare un nuovo provvedimento virtuoso, sembrano adesso voler ingannare il tempo sui social. Come? Rivisitando la figura di alcuni personaggi politici scomparsi. Non per analizzarne le scelte economiche e capire se abbiano contribuito al dissesto attuale, no! A giudicare dai primi post e commenti, l’intento sembra piuttosto quello di esaltarne le gesta e proporre di immortalarne il nome nella toponomastica cittadina o su qualche lapide commemorativa.
La cosa ovviamente non ci meraviglia. Abbiamo la consapevolezza che viviamo periodi di decadenza e pertanto è naturale che si perda il senso del normale al punto che è proprio la normalità a divenire rivoluzionaria.
Bene, vogliamo cogliere l’occasione, ormai irripetibile data la nostra età, di apparire rivoluzionari scrivendo delle …normalità.
La prima normalità è che noi siamo davvero preoccupati del dichiarato stato di dissesto, i nostri lettori lo sanno perché ospiti di “ildomanibleo.com” abbiamo scritto sette articoli che, seguendo una linea conduttrice di proposta di un “Progetto di risanamento”, insieme ad altri articoli che seguiranno, dovrebbero dar luogo ad un piccola pubblicazione, attorno alla quale organizzare un convegno.
Restiamo nella normalità. Ma facciamolo con ironia.Ci perseguita da anni una domanda semplice: perché mai si commemorano con conferenze, busti, statue e targhe solo coloro che si presume abbiano fatto il bene della città e mai chi ha contribuito a lasciarci eredità grottesche, incompiute, esteticamente offensive, economicamente dannose?
Non sarebbe altrettanto educativo ricordare gli errori, gli orrori, le scelte infelici? Anche il brutto ha una funzione: ci aiuta a definire meglio il bello. Anche il fallimento ha un valore, se raccontato con onestà. Serve per non ripeterlo.
Ecco allora la nostra proposta, per nulla provocatoria (anzi, pedagogica!): istituire un circuito di “targhe della memoria… del cattivo governo”. Una sorta di “museo diffuso dell’inutile e del dannoso”.
Le prime nove tappe potrebbero essere:
- Palazzo Azasi – con targa commemorativa dell’inizio, dell’evoluzione e della dissoluzione.
- Ex ospedale San Martino – sede effimera di un’università scomparsa prima ancora che il corso di laurea facesse primavera.
- La prima istituzione del “Consiglio di biblioteca”.
- Giostra dei Chiaramonte -teatro della miraggio ludico più che progetto culturale.
- Eliporto – monumento al volo mai spiccato ed altre bagattelle peggiori.
- Palazzo ex Bicatex (chiesa S. Agostino) –icona di saggio intervento per il recupero del centro storico.
- Marina di Modica –esempio di urbanistica a misura di carretto siciliano.
- La Fontana dello “stretto”.
- L’dea di dividere in due Modica con “Modica città giardino”.
In ogni targa, i nomi di chi ideò, approvò e realizzò l’opera: sindaci, assessori, deputati, senatori. Così, tra cento anni, i modicani sapranno a chi dire grazie. Magari con un sorriso amaro.
Come ideatori dell’iniziativa, ci candidiamo ufficialmente a redigere la lapide dell’ex Università di San Martino. Una proposta di dicitura potrebbe essere:
“In questo edificio, già luogo di cura del corpo per generazioni di modicani, nell’anno 2001 fu avviato un corso di laurea in Scienze dell’Amministrazione. L’iniziativa – frutto dell’impegno di… [segue elenco] – si spense nel silenzio, lasciando il posto a un vuoto didattico e istituzionale. Ma resti memoria dell’ambizione, del contesto, e soprattutto delle responsabilità.”
Una memoria a futura educazione. Perché solo ricordando il brutto si impara a riconoscere il bello.
Alcuni ritengono sia giunto il momento di storicizzare la Modica repubblicana. Anche noi lo pensiamo: affrontando con onestà alcuni nodi cruciali, siamo certi che al termine non avremmo più dubbi su chi ha causato il dissesto finanziario ma anche chi meriterebbe la intestazione di una strada o di una piazza.
In vista di un eventuale convegno, si potrebbe partire da queste pubblicazioni – e altre che al momento non ci vengono in mente- come base di riflessione:
- Domenico Pisana, Aspettando la politica, intervista di Luisa Montù, Adierre, Ragusa 2005
- Saverio Terranova, Contributo alla storia di Modica dal 1945 al 2006, Argo Software, Ragusa 2008
- Domenico Pisana, Modica in un trentennio, Genius Loci, 2010
- Carmelo Modica, Storia nascosta di Modica, La Biblioteca di Babele, Modica 2014
- Carmelo Modica, Bagattelle Modicane, E-book, Amazon Italia, 2022
- Carmelo Modica, Pietre nello stagno, E-book, Amazon Italia, 2023
- Giuseppe Ascenzo, Modica tra realtà e utopia, E-book, Amazon Italia, 2023
- Gruppo Terzo Occhio, Ombre custodi nella notte di Modica che muore, Edizioni Terzo Occhio, Modica 2013
- Pietro Vernuccio, Scempi urbanistici nel «salotto» di Modica, Associazione culturale Dialogo, Modica 2019 e primo fra tutti l’intero archivio di “Dialogo” (dal 1966 al 2024) raccolto, in occasione del cinquantennale di “Dialogo” in una chiavetta usb (pendrive) pennetta.
Carmelo Modica






