Ragusa – Un progetto di continuità scolastica tra scuola dell’Infanzia, scuola Primaria e Secondaria di primo grado con una alta valenza formativa di educazione alla cittadinanza e riappropriazione del patrimonio artistico-culturale del territorio.
“Le giornate al Museo” attuate dall’Istituto Comprensivo Maria Schininà, in collaborazione con il Museo Archeologico di Ragusa sono state un’esperienza didattica dell’anno scolastico appena concluso che ha entusiasmato alunni, studenti e famiglie.
In primo piano l’apprendimento interdisciplinare in un percorso di ricerca e approfondimento sui miti classici come Atena, Ercole, Asclepio, Demetra e Kore, stimolando competenze trasversali, quali la capacità di esporre, la rielaborazione critica delle conoscenze, la collaborazione e la comunicazione efficace. Gli alunni delle classi quinte della scuola primaria hanno,infatti,beneficiato di un’esperienza didattica innovativa, appassionandosi ai miti e ai reperti archeologici attraverso l’interazione con i compagni più grandi che hanno svolto il ruolo di ciceroni.
Guidati dall’archeologo Giovanni Distefano, già direttore del Museo archeologico di Kamarina, gli studenti delle classi prime della scuola secondaria di primo grado hanno osservato i reperti, preso appunti e svolto approfondimenti collegando i miti classici agli oggetti esposti. Hanno quindi studiato i miti e affinato le capacità espositive fino a guidare nelle tappe successive i più piccoli nella visita al museo, esponendo i contenuti delle vetrine e narrando i miti classici con entusiasmo e competenza.



A collaborare attivamente per la gestione dell’attività, un dinamico team di docenti che hanno attuato con efficacia la verticalità della continuità didattica.
“Il progetto – dichiara il Dirigente scolastico Lucia Palummeri – ha rappresentato un esempio concreto di collaborazione tra ordini di scuola diversi, creando un ponte educativo tra primaria e secondaria. Gli alunni hanno sperimentato il ruolo di insegnanti e mediatori culturali, sviluppando senso di responsabilità e competenze comunicative, mentre gli studenti più piccoli hanno potuto avvicinarsi al patrimonio storico-archeologico del territorio in modo partecipativo e coinvolgente.”
L’innovativa esperienza didattica dell’Istituto Comprensivo “M. Schinina” di Ragusa ha interessato anche i piccoli della scuola dell’Infanzia deiplessi Giovanni XXIII, Walt Disney ed Isola Felice con unpercorso denominato “Museo per la scuola, la Scuola per il museo”.
Per i teneri apprendisti, il Museo di Ragusa ha proposto itinerari cronologici, con i reperti esposti nelle vetrine, con la contestualizzazione delle scoperte attraverso la ricostruzione al vero delle necropoli greche di Camarina o della fornace di Scornavacche, supporto visivo ed esperienziale dell’apprendimento teorico dei percorsi intrapresi dagli studenti sulla storia del territorio nel quadro della storia universale, ovvero preistoria, colonizzazione greca o sui miti come racconto di processi di civilizzazione

“Il percorso attuato presso il Museo Archeologico Ibleo di Ragusa – spiega l’archeologo Giovanni Distefano, docente di archeologia all’Università della Calabria e di Roma Tor Vergata – puo’ considerarsi un unicum nel panorama della didattica museale. Le attività formative delle illuminate e innovative insegnanti della scuola dell’infanzia svolte in classe e al Museo hanno aggiunto un valore polivalente alla didattica della storia antica: l’apprendimento attraverso il riscontro del dato materiale (gli utensili in selce della preistoria, le anfore greche con il mito di Eracle, le statuette raffiguranti le divinità come Atene, Afrodite) è stato il filo conduttore delle esperienze degli studenti nel corso delle loro presenze al museo. Il Museo di Ragusa – sottolinea Distefano – si è trasformato in un libro aperto e le visite sono state esperienze suggestive di un contatto con un mondo antico vivo. Il contatto con gli oggetti è stato non solo visivo ma anche tattile: la visita alla ricostruita fornace di Scornavacche e il racconto della produzione della ceramica hanno offerto un processo di apprendimento esperienziale poiché i bambini della scuola dell’infanzia hanno realmente toccato gli oggetti. La scelta di estendere il progetto didattico già previsto per gli alunni della scuola secondaria di primo grado anche ai bambini della scuola dell’infanzia – conclude Distefano – è stata sicuramente vincente.”
Cettina Divita






