Tornano al mittente le accuse lanciate dal centrodestra al sindaco di Ragusa Peppe Cassì.
Il primo cittadino si dice sorpreso di essere accusato di mancanza di coerenza proprio da chi coerenza non ne ha avuta presentandosi alle elezioni da solo. Chiaro il riferimento alla Dc di Ignazio Abbate e Totò Cuffaro.
“Se chiedi coerenza – afferma Cassì – devi dimostrarla”. Il primo cittadino di Ragusa poi dichiara, a Il Domani Ible, di non aver mai chiuso nessun accordo pre elettorale con quelli del centrodestra: “Tutti conoscevano la mia condizione di sindaco civico ma nessuno mi ha chiesto di fare una scelta o mi ha posto delle condizioni. Gli accordi vanno fatti prima e sul comune di Ragusa non è stato fatto nessun accordo. Per cui adesso non comprendo questa accelerazione, la ritengo inopportuna e incoerente”
Poi Cassì aggiunge: “Il centrodestra è stato importante per la mia elezione a consigliere ma ritengo di aver anche io portato il mio contributo all’esito delle elezioni. Infine conclude “Sto valutando per il futuro insieme al mio gruppo a cui devo la mia elezione”.
Nessuna dichiarazione dal sindaco di Modica Maria Monisteri ma a difenderla ci pensano quelli di Grande Sicilia e Voce Comune che esprimono pieno sostegno anche a Cassì, e Mario Marino, anche se quest’ultimo fa storia a sé perché a differenza degli altri due colleghi ha una posizione ambigua, e li definiscono“esempi di equilibrio, trasparenza e responsabilità amministrativa”
Nel comunicato sottolineano che :
“Contribuendo all’elezione della Presidente Maria Rita Schembari alla guida del Libero Consorzio Comunale di Ragusa – dichiarano – questi sindaci hanno dimostrato coraggio e visione, rafforzando la loro autonomia civica all’interno di un centrodestra che dovrebbe saper valorizzare competenze e percorsi seri.”
Grande Sicilia e Voce Comune sottolineano come tali attacchi appaiano immotivati e pericolosi per la credibilità dell’area politica: “In meno di due mesi, da artefici di un percorso vincente sono diventati bersaglio di critiche ingiuste. È un paradosso che indebolisce l’intero centrodestra.”
Durante l’ultima riunione provinciale, le due forze civiche hanno ribadito la necessità di costruire un confronto autentico e inclusivo, che superi logiche di appartenenza rigida e premi chi lavora nei territori con spirito costruttivo.
“Il nostro obiettivo resta chiaro: un centrodestra unito, credibile, rispettoso dei ruoli e aperto al contributo di chi amministra ogni giorno con serietà, senza nulla pretendere. È su questo terreno che continueremo ad impegnarci, al fianco di sindaci, assessori e consiglieri che condividono i nostri valori.”
Insomma anche loro chiedono un tavolo del centrodestra vedremo alla fine chi lo convocherà per primo.
Intanto sulla questione interviene anche l’Mpa con il suo coordinatore provinciale on Fabio Mancuso che ribadisce la posizione espressa da Grande Sicilia e Voce Comune.
“Le semplificazioni, le forzature interpretative e il bisogno di identificare “chi sta con chi” appartengono a una stagione che il nostro territorio ha già superato. Oggi la vera domanda che i cittadini pongono è un’altra: chi è in grado di risolvere i problemi? Chi riesce a far crescere i Comuni senza aspettare l’autorizzazione di Roma o Palermo per ogni decisione? Il MPA, con serietà e coerenza, continuerà a sostenere ogni amministratore che sceglierà la strada della responsabilità, del dialogo costruttivo e della fedeltà ai territori, prima ancora che alle sigle. E continuerà a credere che il centrodestra, per essere davvero competitivo e credibile, debba saper includere, ascoltare, rinnovare – non solo ripetere. Se davvero si vuole costruire una prospettiva condivisa, non serve alzare i toni. Serve abbassare gli steccati, ricucire e progettare. La politica, quando è matura, parla poco e lavora molto. È questo lo stile che ci sentiamo di portare avanti. Senza clamore. Senza secondi fini. Con la forza tranquilla di chi sa che, alla lunga, la coerenza vince più delle dichiarazioni”.
Certo che parlare di dare centralità al territorio quando a parlare è un partito che ha come rappresentante il sindaco di Adrano che è coordinatore sia a livello regionale che provinciale sembra davvero paradossale. A quale territorio darebbe centralità l’Mpa?
A quello ragusano o a quello catanese? Visto che non ha ritenuto nessuno all’altezza di scegliere un ragusano come coordinatore provinciale del partito?
Insomma diciamo che questo centrodestra debba trovare una linea comune che in questo momento sembra non avere ed essere coerente prima di chiedere coerenza.
Dall’altra parte i sindaci non facciano le vittime di attacchi ingiustificati perché sappiamo tutti che ci hanno marciato e continuano a marciare sul loro essere civici ma il civismo non potrà durare per sempre, lo sanno bene che prima poi dovranno ricollocarsi e siccome lo sanno bene stanno aspettando di capire quale sia la collocazione migliore per raggiungere i loro obiettivi.






