La felicità del Presidente della Prima Commissione, Abbate, stroncato dalla Cisl Fp Sicilia
La commissione Affari Istituzionali dell’Ars, presieduta da Ignazio Abbate, ha approvato il disegno di legge che riforma la figura del dirigente regionale.
Il testo adesso passerà in commissione Bilancio, guidata da Dario Daidone, per individuare la copertura finanziaria anche se si tratta più di un passaggio proforma più che effettivo visto che non è richiesta ulteriore copertura finanziaria.
Si procederà per la fascia unica e verrà introdotto il corso-concorso.
La riforma, che arriva 25 anni dopo l’ultima legge regionale è finalizzata ad allineare l’ordinamento della dirigenza a quella di tutti gli enti del comparto funzioni locali e, al contempo, a eliminare le criticità determinate dal mantenimento della cosiddetta terza fascia dirigenziale, sconosciuta nel panorama nazionale e la cui durata era stata concepita come transitoria.
“Sono felice e ringrazio i componenti della commissione che con spirito di collaborazione hanno fatto prevalere il buonsenso portando avanti il ddl proposto dall’assessore della Dc Andrea Messina e consentendo di organizzare i concorsi in tempi relativamente brevi – commenta Abbate – E’ stata individuata la fascia unica anziché le tre attuali per inquadrare i dirigenti inserendo la possibilità di poter reclutare dirigenti con il corso/concorso, così si immetterà in servizio personale qualificato e formato. Un momento importante per l’accrescimento della professionalità della Regione. Sicuramente un momento storico per la riforma della macchina amministrativa regionale”.
“Il sindacato dice no a questo metodo autoritario”
Non si comprende l’utilità di questa proposta di legge che stamattina è stata approvata in prima commissione Affari istituzionali dell’Ars rispetto alla quale tutte le sigle sindacali erano contrarie”.
Lo dichiarano Daniele Passanisi, segretario generale, e Fabrizio Lercara, responsabile dipartimento Enti regionali, della Cisl Fp Sicilia, a proposito del disegno di legge della dirigenza.
“I dirigenti di terza fascia, sia nella riforma proposta dal governo, che prevede il loro passaggio alla fascia unica, che nella proposta dei sindacati, che prevede, mantenendo l’attuale ordinamento, il loro passaggio in seconda fascia – prosegue il sindacato – possono essere tutti indistintamente incaricati quali dirigenti generali. Infatti, i dirigenti di terza fascia in entrambe le ipotesi vedrebbero modificato il loro status passando da uno nel quale non avrebbero possibilità di incarico di funzioni di dirigente generale a un altro dove invece lo avrebbero”.
” Ribadiamo, ancora una volta, prosegue la nota della Cisl Fp Sicilia, che se è stata superata, da successive intese, la parte dell’accordo Stato-Regione che prevede una procedura selettiva per titoli ed esami per superare il problema della terza fascia, non si capisce perché non è possibile farla valere anche per lasciare l’attuale ordinamento e prevedere il passaggio dei dirigenti di terza fascia alla seconda con un impatto ordinamentale pari a zero a differenza del passaggio alla fascia unica che necessita di un forte adeguamento ordinamentale e contrattuale di lunga applicazione. Prendiamo atto delle scelte fatte e se questo è il preludio di come si intende tenere in considerazione chi rappresenta i lavoratori ci attiveremo per mettere in campo ogni azione utile finalizzata a contrastare questo clima di ostilità”.






