Sulla riapertura Chiesa ed il Chiostro di Santa Maria del Gesù di Modica intervengono sia il consigliere Alessio Ruffino che l’esponente di Sinistra Italiana Vito D’Antona entrambi esprimono da una parte soddisfazione che la struttura sia tornata fruibile ma allo stesso tempo esprimono dubbi.
“Bene, anzi molto bene, che tornino fruibili la Chiesa ed il Chiostro di Santa Maria del Gesù di Modica, ma sono ancora tanti gli aspetti da chiarire che tutti i cittadini hanno il diritto di
conoscere e molti i dubbi che, a questo punto, sorgono spontanei” Dichiara Ruffino “Ben venga l’annuncio in pompa magna fatto su un “risultato” per il quale da tantissimi anni mi batto personalmente e per il quale ho speso tempo ed energie. Ma al di là di questo, che sicuramente poco importa, tutti hanno il diritto di sapere nel dettaglio come funzionerà la fruizione del sito di inestimabile valore storico-architettonico. Per questo ho presentato una interrogazione urgente al Sindaco Modica e all’Assessore al Turismo.
Chiedo anzitutto di sapere se esiste uno schema di convenzione tra l’Ente Comune e l’EnteDemanio e che nesso ci sarebbe tra la fruizione della Chiesa e del Chiostro e la concessione mezzo bando pubblicato dal Demanio sul sito ministeriale relativamente alla parte carceraria.
Dov’è la determina e la spesa relativa alla somma servita per la pulizia della fruizione?
Chiedo inoltre di sapere se la struttura è in possesso di tutti i canoni di sicurezza quali antincendio e relative segnalazioni di via d’uscita, oltre che di videosorveglianza che ne garantisca la custodia in orari diurni e notturni.
Sono state definite le intestazioni per le utenze (elettrica e idrica)? Sono state rispettate le generali norme stabilite in merito alla sicurezza sugli impianti? La struttura si è dotata di un’assicurazione sia per i dipendenti che saranno impegnati nella apertura, chiusura e custodia e sia per gli utenti e terzi, dentro e fuori la RC in caso di affitto. La loro presenza è citata in convenzione?
E’ stata prevista una previsione di spesa e una di entrata dal profitto relativo agli affitti secondo D.G. n. 145 del 23/04/2025? Sono previsti, eventi patrocinati e promossi dal Comune?
Chiedo inoltre di sapere se è ancora efficace la D.G. n. 157 del 21/07/2024 e se è stata prevista una fermata facoltativa del trenino turistico (verde) con attuale fermata in Piazza San Giovanni.
E a questo punto i dubbi, come dicevamo, sono tanti mentre le alternative sono due: o ci sono delle risposte a tutti questi quesiti posti e quindi non si capisce perché non siano stati chiariti e resi noti a tutti, oppure tutti questi aspetti non sono stati ancora chiariti e definiti e allora ci si chiede perché se non erano necessari si è aspettato tutto questo tempo per riaprire il sito?
Nell’attesa di saperne di più, il sottoscritto coglie l’occasione per augurare, anche attraverso la struttura, un proficuo lavoro di valorizzazione artistica del nostro patrimonio che da molto tempo sta aspettando di essere riscoperto”
Anche l’ex consigliere Vito D’Antona Si) esprime come dicevamo soddisfazione ma anche preoccupazione la nostra preoccupazione che tale fruizione pubblica possa rimanere un fatto temporaneo.
Infatti, l’edificio, per tanto tempo sede del carcere di Modica, risulta ancora oggi nell’elenco degli immobili di proprietà dello Stato che l’Agenzia del Demanio, come abbiamo riferito qualche settimana fa, ha recentemente selezionato, e indicato nel proprio sito, per la cui valorizzazione, riqualificazione e rifunzionalizzazione si propongono collaborazioni con investitori privati attraverso un partenariato pubblico-privato.
A tale scopo per il complesso costituito dall’ex convento e dal chiostro di Santa Maria del Gesù l’Agenzia del Demanio haipotizzato una destinazione terziaria, direzionale o commerciale.
Ribadiamo ancora una volta che l’Amministrazione comunale debba impegnarsi tempestivamente, chiedendo all’Agenzia del Demanio di eliminare dall’elenco dei beni statali destinati ad una gestione pubblica/privata il complesso monumentale, per evitare possibili utilizzi privatistici che snaturerebbero la naturale vocazione culturale e turistica del monumento, e creare la condizioni per un definitivo uso pubblico dell’immobile a disposizione dei cittadini e dei turisti.






