Venerdì 13 giugno presso la Libreria Zazie, la presentazione del libro “Il paesaggio siamo noi”

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Modica – Venerdì, 13 giugno, alle ore 19:00, si terrà la presentazione del suo nuovo libro, Il paesaggio siamo noi di Massimo Siragusa (Postcart, 2025) a Modica, presso la Libreria Zazie, Corso Umberto I, 269 .

Tra Ghirri e Burtynsky, Misrach e Mayumi Suzuki, Siragusa ci guida in un racconto profondo e coinvolgente sul rapporto tra l’uomo e il territorio, tra fotografia, parola e memoria. Un viaggio fatto di parole, immagini, memorie e sensibilità autoriali, in cui il paesaggio non è sfondo ma specchio: riflette chi siamo, come abitiamo il mondo, cosa custodiamo e cosa perdiamo.

Massimo Siragusa, siciliano di Catania (vive tra Catania e Roma) è uno dei più apprezzati fotografi italiani. Ha vinto numerosi premi, tra cui 4 World Press Photo, e ha pubblicato 16 libri. Collabora con importanti istituzioni e aziende a livello internazionale. È direttore artistico del Ragusa Foto Festival e insegna allo IED di Roma e all’Accademia Abadir di Catania.

“C’è un bellissimo testo di Julio Cortàzar, “Alcuni aspetti del racconto” che, nel definire cosa sia un racconto, ci spiega esattamente cos’è una fotografia. Per Cortàzar il racconto è un condensato di emozioni racchiuso in poche pagine. Non c’è spazio per elementi gratuiti. Uno scrittore di racconti deve fare in modo che tutti gli avvenimenti presenti abbiano un significato preciso, che tutti contribuiscano a stimolare nel lettore sensibilità, emozioni e conoscenza. Un racconto non svela tutto, ma mostra solo una piccola parte di quello che deve mostrare. Poi c’è tutto il resto, il non detto. Sta in questo gioco il vero fascino. Nell’importanza che il non detto assume nell’equilibrio del tutto.
E allora, se questo è il modo di procedere di uno scrittore, cosa fa di diverso un fotografo che ci offre una sua storia? Praticamente nulla.”

Il paesaggio parla di noi. In ogni dettaglio, anche il più insignificante, si riflette il nostro modo di abitare, costruire e immaginare il mondo.

Nel libro Il paesaggio siamo noi(Postcart,2025),Massimo Siragusa mette in pausa la macchina fotografica e si affida alle parole, intrecciando libri di fotografia e opere letterarie in una riflessione sul legame profondo tra luoghi e identità. Al centro di questo racconto c’è quel pezzetto di mondo con cui intratteniamo un rapporto di intimità — fatto di memoria, appartenenza e affetti — che ci definisce e ci restituisce ogni giorno un’immagine di noi.Il paesaggio, qui, è molto più di uno sfondo: è uno specc­­hio, un corpo vivo che racconta chi siamo, le nostre abitudini, aspirazioni e contraddizioni.

Il paesaggio siamo noi è un invito ad accostarsi ai luoghi con un atteggiamento di curiosità e ascolto, a osservare ciò che ci circonda con più attenzione e consapevolezza, riscoprendo nella materia del quotidiano la possibilità non solo di riconoscerci, ma di imparare a lasciarci sorprendere da ciò che un istante qualunque può improvvisamente rivelare.

Il testo si snoda come un percorso poetico e critico che attraversa immaginari visivi e sensibilità autoriali: ogni sguardo artistico — da Luigi Ghirri a Richard Misrach, da Amani Willet a Maria Lax— è valorizzato nella sua singolare poetica, restituendo lo spessore emozionale e intellettuale dei progetti editoriali raccontati. Siragusa non si limita a descrivere: interpreta, legge in profondità, dà spazio alle connessioni.

Particolare attenzione è dedicata alla relazione tra fotografia e ambiente, come nei progetti Waterdi Edward Burtynsky e Falesiadi Misha de Ridder, che mettono in luce l’urgenza di preservareil paesaggio di fronte ai cambiamenti climatici e all’intervento umano. Siragusa mostra come la fotografia possa essere, oggi più che mai, uno strumento critico di consapevolezza e responsabilità, capace di interrogare il nostro presente e orientare lo sguardo verso futuri possibili.

Con la stessa sensibilità partecipe, l’autore ci conduce in territori più intimi e profondamente emotivi, come nel commovente progetto The Restoration Will di Mayumi Suzuki, creato dopoil tragico episodio dello tsunami del 2011 in Giappone. In queste pagine, la fotografia si fa strumento di ricomposizione, ponte tra lutto e memoria, capace di restituire forma e vocealle fratture della vita.

Il paesaggio siamo noi è un libro che si legge come un racconto e si attraversa come un paesaggio: stratificato, sorprendente, vivo e denso di significati. È un invito a vedere ciò che ci circonda. E, nel farlo, riconoscerci.

“Analizzare un luogo equivale a cercarne i segni. Prendere coscienza dell’importanza che il particolare assume in relazione al generale significa osservare il territorio alla scoperta delle sue rughe, dei tratti somatici che ne definiscono il carattere. In questo processo di analisi la fotografia ci offremolti strumenti ma, soprattutto, un’attitudine.Come un archeologo, un fotografo deve esercitare un’operazione di svelamento, che non significa semplicemente registrare quello che ci circonda, ma offrire una chiave di lettura, un’interpretazione. Più che vedere, il fotografo deve sapere guardare.”

Il libro, edito da Postcart, è uscito l’8 maggio 2025.

È disponibile in libreria e sul sito della casa editrice:www.postcart.com/libro/9788831363662

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