Il 2 giugno di ogni anno, si celebra la Festa della Repubblica Italiana. Sono trascorsi 79 anni da quel referendum storico in cui uomini e donne del nostro Paese furono chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica.
Era un’Italia profondamente segnata dal dopoguerra e dalle divisioni, ma il suffragio universale, per la prima volta esteso anche alle donne, unì simbolicamente il Paese. Furono 28 milioni i cittadini aventi diritto al voto, e quasi 25 milioni si recarono alle urne: l’89% della popolazione votante. Oltre la metà di questi voti si espresse a favore della Repubblica.
Il 2 giugno non è soltanto una Festa Nazionale: rappresenta l’inizio di una nuova storia per l’Italia. Dopo il voto, uomini e donne di pensiero e azione, la cui testimonianza resta per noi fonte di ispirazione, avviarono con passione un cammino per il bene comune. Sono loro i padri e le madri della Costituzione, che contribuirono, ognuno a proprio modo, a plasmare il nostro documento fondamentale, rendendolo fattore di identità nazionale.
Oggi è la festa della medesima famiglia: l’Italia. Tutti dobbiamo riconoscerci in questo Paese. Tutti, ciascuno a suo modo, siamo chiamati a dare senso alla Repubblica. La Festa del 2 giugno non è soltanto una parata militare: è il momento per onorare quanti hanno dato la propria vita per costruirla, e per dire grazie a chi, giorno dopo giorno, si impegna a realizzarla, grazie al sistema di diritti e doveri garantiti dalla Costituzione.
Il messaggio del Presidente della Repubblica
Ha ricordato ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo messaggio alla vigilia della Festa: “si celebra la nascita della nostra Repubblica, frutto di una scelta di pace, di libertà, di indipendenza, all’insegna del ripudio della violenza tra le nazioni”.
Nel suo messaggio aggiunge: “Da quel voto del popolo italiano è emersa la nostra Costituzione, “ambiziosa” nell’identificare nella pace e nella collaborazione la vocazione della Repubblica nei rapporti internazionali. Una scelta che il percorso di integrazione europea ha rafforzato e consolidato”.
Infine ha ricordato: “Il rifiuto della categoria del “nemico”, la vocazione al dialogo, il ripudio della guerra quale strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, la promozione di organizzazioni internazionali rivolte a pace e giustizia, hanno contrassegnato e contrassegnano le scelte della Repubblica Italiana in questi 79 anni di vita. Il tema della pace è al centro della nostra comune attenzione”
La Festa della Repubblica, oggi come ieri, è dunque festa del bene comune: un’occasione per rinnovare il nostro impegno collettivo per la democrazia, la pace e la giustizia.







