Ragusa Pride 2025: tutte le novità della quarta edizione in programma il 29 giugno a Marina
Domenica 29 giugno il Ragusa Pride tornerà a colorare strade e piazze di Marina di Ragusa. Ad annunciarlo è il comitato organizzatore, che vede come associazione capofila Arcigay Ragusa.
La manifestazione dedicata alla visibilità della comunità Lgbtqia+ è oramai diventata un appuntamento fisso e molto atteso per la provincia di Ragusa. Nelle prime tre edizioni hanno partecipato alla parata migliaia di persone provenienti da tutto il territorio ibleo, per affermare e rivendicare i diritti delle persone Lgbtqia+.
Rispetto agli anni precedenti, la quarta edizione del Ragusa Pride presenta alcune novità di rilievo.
La prima è la modalità di finanziamento dell’evento. Quest’anno infatti il comitato ha avviato un crowdfunding su una piattaforma online (qui il link per donare: https://gofund.me/f1afebd5). “Ci siamo trovat3 ad affrontare una situazione nuova – spiegano dall’organizzazione -. Una buona parte degli sponsor che ci hanno sostenuto nelle edizioni passate questa volta non ha confermato l’impegno, non sappiamo se per una difficoltà economica o perché è cambiato il clima politico-culturale intorno ai diritti della nostra comunità. In altri casi abbiamo scelto di non chiedere la sponsorizzazione a imprese commerciali che non rispettano alcuni parametri per noi fondamentali, perché per esempio hanno avuto posizioni discutibili sul genocidio in atto in Israele.”
La campagna di finanziamento ha come obiettivo il raggiungimento della somma di 2500 euro, da destinare all’allestimento del carro e del palco e alle facilities per l’accessibilità del Pride. In pochissimi giorni si sono già raccolti oltre 1000 euro, un risultato insperato che conferma come il Ragusa Pride sia sentito dalla comunità iblea come un momento significativo da supportare.
“Quest’anno più mai il Pride deve essere un momento comunitario – dichiara Andrea Ragusa, presidente del Comitato territoriale di Arcigay. – Sappiamo infatti che ad essere sotto attacco non sono solo i diritti delle persone Lgbtqia+, ma quelli di tutte le soggettività più fragili, donne, persone migranti, persone con disabilità, persone povere. Certo, le persone Lgbtqia+ sono particolarmente colpite dalla furia reazionaria dei governi di destra in Italia e nel mondo. Ma l’obiettivo sono le diversità che tutti i nostri corpi incarnano e le nostre vite esprimono. Proprio per questo la risposta deve essere unitaria, di tutta la comunità. Il generoso sostegno economico che stiamo ricevendo ci rassicura sull’essere nella direzione giusta.’
La seconda novità di quest’anno è la richiesta di un impegno concreto per i diritti delle persone Lgbtqia+ alle amministrazioni che patrocineranno il Pride.
“Quest’anno abbiamo ritenuto di accompagnare la richiesta di patrocinio ai Comuni e al Libero Consorzio con una proposta di protocollo da sottoscrivere tra amministrazioni e associazioni Lgbtqia+ – prosegue il comitato organizzatore. – Pensiamo infatti di dover dare continuità e sostanza all’impegno assunto dalle amministrazioni con la concessione del patrocinio, che non può risolversi nella semplice applicazione di un logo per l’evento annuale, ma deve significare ascolto, confronto e politiche a sostegno della nostra comunità 365 giorni all’anno.”
La bozza di protocollo inviata alle amministrazioni persegue la finalità di promuovere e tutelare i diritti delle persone Lgbtqia+, contrastare ogni forma di discriminazione basata sull’identità sessuale e favorire la piena inclusione sociale, culturale e lavorativa.
“Abbiamo formulato richieste semplici ma significative, sia sotto un profilo meramente simbolico sia sotto il profilo giuridico-amministrativo”, spiega Serena Cannata, consigliera di Arcigay Ragusa e avvocata. “Le amministrazioni che sottoscriveranno il protocollo assumeranno obblighi e responsabilità precisi nei confronti delle associazioni proponenti e di tutta la comunità Lgbtqia+. Pensiamo che oggi sia molto importante tradurre il sostegno in atti concreti e misurabili, non è più tempo per impegni generici e vaghe promesse.”
La terza e ultima novità è la scelta di non avere una persona testimonial, scelta dettata sia dalla volontà di ridurre i costi e fare un Pride più sostenibile, sia da una ragione più ideale. “Non ci identifichiamo più con le modalità più spettacolari e commerciali di alcuni Pride. Già negli ultimi due anni avevamo preferito invitare come testimonial persone con un ruolo significativo all’interno della comunità Lgbtqia+. Ma per questa edizione abbiamo condiviso con le persone associate e alleate la decisione di fare un ulteriore passo avanti e costruire un Pride nel quale tutt3 saremo testimonial, ognun3 con la propria ricchezza, diversità e unicità.”

