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Spiaggia di Maganuco: prime tracce di nidificazione di tartarughe ma sono a rischio

Ieri mattina nella spiaggia di Maganuco  sono state rinvenute le prime due tracce di deposizione delle uova delle tartarughe Caretta Caretta della stagione 2025.

Questa notizia arriva a pochi giorni dalla notizia dell’apertura della stagione di nidificazione delle tartarughe Caretta Caretta lungo le coste della Turchia, Cipro, Grecia, Tunisia e Libano. Anche l’Italia quindi si prepara all’arrivo e lo fa proprio a ridosso del “World Turtle Day” del 23 maggio prossimo.

A comunicarci la notizia Emanuela Napolitano una volontaria, amante della natura e dell’ambiente, che segue sui social l’Associazione APS “Tartapedia” che si occupa della tutela e divulgazione delle tartarughe e testuggini. E lo fa con un’immagine emblematica che per quanto possa essere anche una foto di repertorio, fa e deve far riflettere.

“La foto-ci spiega Emanuela- inquadra perfettamente le tracce lasciate da queste meravigliose creature dell’oceano, riconoscibili per chi ha una formazione a riguardo, accanto alle quali in basso stagliate sulla foto risaltano anche le tracce di un mezzo meccanico passato sull’arenile.

La foto-aggiunge- non mi sconvolge e per quanto possa essere anche vecchia, ripropone ciò di cui documento con le foto scattate lo scorso fine settimana sulla spiaggia di Marina di Modica e cioè sull’arenile: vistose tracce di mezzi meccanici che la attraversavano per quasi tutta la sua profondità.

Ma anche stamane intorno alle 9:00 qualcuno agitava il suo mezzo meccanico sulla sabbia davanti al suo stabilimento balneare.

Allora, come vogliamo definirci? Amici dei turisti o amici della natura? Natura che non conosciamo e ignoriamo tutti i giorni con la nostra “cecità oceanica” (ocean blindness)?

Avremmo bisogno tutti di un po’ di Alfabetizzazione Oceanica(Ocean Literacy) per comprendere quanto i nostri ecosistemi soffrano la nostra pressione antropica e quanto siano minacciati nel loro funzionamento”

Emanuela ci racconta cosa ha visto durante la sua passeggiata sul bagnasciuga di Marina di Modica e ci spiega alcune nozioni importanti per la tutela dell’ambiente e delle tartarughe che sono messe a rischio dai mezzi meccanici utilizzati per pulire la spiaggia.

“Durante la mia passeggiata sul bagnasciuga di Marina di Modica ammiravo le numerose “egagropile” o anche “polpette di mare” che numerose tra la foce del laghetto e il camping di punta regilione arricchiscono il litorale.

Questi gomitoli formati dalle fibre della posidonia oceanica che si rinnova nei suoi rizomi, sono un indicatore assai importante della presenza di questa pianta straordinaria chiamata anche “ingegnere del mare” per i numerosissimi servizi ecosistemici che ci offre gratuitamente.

Produzione del 50% dell’ossigeno lungo le coste, stabilizzazione dei fondali marini, dissipazione dei fenomeni di erosione costiera, nursery per numerose specie e habitat per altre, nutrimento per microorganismi e per le piante retrodunali, sedimentazione di particelle sospese nell’acqua, stoccaggio di CO2 presente nell’aria solo per citarne alcuni.

Accanto alle egagropile anche numerosissimi frutti della posidonia dette anche “olive di mare” alcune anche germogliate che rappresentano la seconda opportunità per la pianta di riprodursi, ma in maniera sessuata, tramite la produzione di fiori ermafroditi che danno appunto origine a frutti che staccandosi dalla pianta si lasciano trasportare dalle correnti.

La riproduzione sessuata permette la dispersione della specie e la creazione di una nuova variabilità genetica il che, in condizioni di adattamento, diventa indispensabile.

La fioritura della posidonia è un evento molto raro e allo stesso tempo significativo nel ciclo biologico di questa pianta marina.

Perchè tracce di posidonia così numerose lungo questo tratto? Questo accade poiché l’ultima “prateria” di posidonia che possiamo ammirare lungo la nostra costa si trova proprio lì davanti.

Ma cosa c’entra la posidonia con la Caretta Caretta?

La Caretta Caretta è strettamente legata alla posidonia poiché questa gli fornisce cibo, habitat e rifugio. Essa infatti si nutre di numerosi organismi che vivono all’interno della prateria di posidonia, come meduse, invertebrati, crostacei ed echinodermi. Inoltre le praterie offrono alle tartarughe un ambiente protetto dove riposare e sfuggire ai predatori.

L’importanza della Posidonia per la Caretta Caretta è tale che la prateria è considerata un elemento fondamentale per il suo equilibrio ecologico. La salute della Posidonia è quindi un indicatore della salute dell’ecosistema marino e, di conseguenza, della Caretta Caretta.

Allora mi chiedo e vi chiedo, per quanto tempo ancora pensiamo di non poter rinunciare alla pulizia meccanica della spiaggia e del suo livellamento per accogliere turisti e bagnanti, lasciando che sia la natura a dargli forma e vita. Davvero non possiamo rinunciare a questo servizio?

E se tra i 5 progetti di educazione ambientale che ci chiede la FEE (Foundation for Environmental Education) ogni anno come prerequisito alla certificazione e riconferma di spiaggia bandiera blu, introducessimo politiche ambientali rivolte allo sviluppo sì di servizi, ma non alla persona, ma a garanzia del corretto funzionamento di quelli “ecosistemici”?

Potremmo delegare i progetti di pulizia della spiaggia (non meccanizzata) a tutti gli stakeholder con politiche incentivanti e allo stesso tempo coinvolgendo quanti più attori possibili tra il volontariato, e lasciare invece che ogni anno si dedichi ampio spazio allo sviluppo di progetti che incentivino al mantenimento dei “servizi ecosistemici”, quelli che ci assicurerebbero l’appellativo di “spiaggia sostenibile”.

Tra l’altro il rispetto e lo sviluppo di questi “servizi” sono fatti spesso da azioni del tutto volontarie e gratuite dettate solamente dalla conoscenza del territorio e delle sue fragilità. Un equilibrio veramente precario dove solamente le nostre scelte fanno la differenza!

Il turismo, quello che guarda solo al profitto a tutti i costi, quello per cui stiamo denaturalizzando ogni dove, quello fatto di tanta ignoranza, quello che ci toglie cultura e valori naturali impoverendo il nostro territorio di risorse naturali, è lo stesso che ci volterà subito le spalle quando non avrà più nulla da sfruttare perchè la ricchezza sarà altrove: dove la natura svolge i suoi cicli indisturbata.

E allora, siamo pronti a rinunciare a qualche servizio a pagamento per garantirne uno che funziona da sé e che arricchisce il territorio?”

Arenile, Associazione APS “Tartapedia”, Emanuela Napolitano, Maganuco, Marina di Modica, pulizia spiaggia, tartarughe caretta caretta

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