L’argomento è stato oggetto di comizi e di risse politiche, di botta e risposta tra amministratori e opposizione, di scontri istituzionali. Parliamo del ponte di Cammarana a Scoglitti, ceduto sotto l’impeto del maltempo che si abbatté in zona a febbraio di due anni fa.
Da allora si è fatto un gran parlare sulla necessità di ripristinare la struttura fondamentale anche per raggiungere il Museo di Kamarina e così in queste ore si registra un nuovo intervento proprio del direttore del Parco Archeologico di Kamarina e Cava Ispica Giuseppe Morando che, una volta per tutte, intende fare chiarezza sullo stato in cui versa il ponte di Cammarrana e su quale potrebbe essere il suo futuro.
“Il ponte di Cammarana non è più agibile e per lunghissimo tempo ha rappresentato un importante strumento per raggiungere il Museo di Kamarina. La sua futura riedificazione è stata studiata dagli uffici competenti, fra l’atro l’Autorità di Bacino e la Soprintendenza ai Beni Culturali, non ovviamente dalla Direzione del Parco Archeologico di Kamarina e Cava Ispica che ha il ruolo istituzionale di valorizzare i beni archeologici e di consentirne la fruizione” spiega Morando.
Premesso quindi che la Direzione del Parco Archeologico di Kamarina e Cava Ispica che non ha alcun titolo istituzionale per decidere il destino del ponte di Cammarana è bene chiarire alcuni aspetti della questione.
L’Autorità di Bacino ha studiato il problema perché il costruendo ponte non può prescindere dall’azione svolta dalle acque del fiume Ippari e dalla portata che lo stesso può avere in qualunque condizione estrema immaginabile. Per le implicazioni che comporta un’importante opera edile come quella necessaria nel caso in oggetto, la Soprintendenza ha valutato il caso dichiarando che perché il ponte sul fiume possa essere carrabile sarebbe necessaria una campata di dimensioni importanti incompatibile con i vincoli archeologici di tutela di grado 3 presenti nella zona.
Le risultanze di questi studi di fattibilità del ponte, rese note agli amministratori competenti attraverso opportune conferenze di servizio, prevedono pertanto la realizzazione di un ponte esclusivamente pedonale e ciclabile edificato opportunamente per risultare più basso rispetto a quello precedente in modo da essere sommerso dalle acque nei momenti di piena del fiume senza divenirne un ostacolo al fluire delle acque.
Per raggiungere il Museo di Kamarina serve completare i lavori di via della Fratellanza che collega direttamente alla SP105.







