Il 3 maggio scorso è stato fatto un sopralluogo presso la chiesa di S.Martino a Modica Alte da parte dell’Onorevole Ignazio Abbate per recuperare un patrimonio storico e religioso ormai in stato d’abbandono da oltre un ventennio.
Insieme al parlamentare c’erano anche i i vertici dell’ASP, il direttore generale Pino Drago ed il direttore amministrativo Massimo Cicero, i componenti dell’ufficio tecnico dell’ASP ed il sovrintendente ai Beni Culturali Antonino De Marco. La presenza dell’Asp è dovuto al fatto che la Chiesa è legata ai locali che ospitavano prima l’Ospedale San Matino di Modica Alta e poi l’Università. La proposta di Abbate è quella di destinare l’immobile a polo culturale e convegnistico a servizio dell’ASP e non solo, riprendendo una iniziativa/proposta già lanciata, come vedremo.

Sulla questione è intervenuto Giovanni Di Rosa della Scuola di Formazione Virgilio Failla perché come racconta nel suo post e poi conferma nella nostra chiaccherata telefonica qualche anno fa, la Scuola di Formazione Virgilio Failla, il Centro Studi Feliciano Rossitto, il Melo-Grano si sono rivolti all’Asp.
“In un incontro con il Direttore generale e il responsabile dell’Ufficio tecnico dell’Asp-spiega Di Rosa-i presidenti delle tre Associazioni, il sottoscritto, l’on. Giorgio Chessari, la sig.ra Anna Caschetto hanno offerto la loro disponibilità a individuare e trovare, assieme alla Direzione dell’Asp e al Sindaco una via, una modalità per la redazione di un progetto e la richiesta di un finanziamento per il recupero e la restituzione dell’immobile, per usi culturali, alla collettività cittadina. L’Asp, allora, si è dichiarata indisponibile per qualsiasi iniziativa, se non di concederne al Comune il comodato d’uso, ma il Sindaco, Maria Monisteri, formalmente disponibile, benchè diverse volte sollecitata, ha lasciato cadere la questione.”
In pratica pare che sia l’Asp che il Comune non potessero garantire da un punto di vista finanziario i lavori necessari per il recupero dell’immobile e quindi ovviamente era necessario che intervenisse la Regione per finanziare l’intervento. Cosa che prontamente il deputato modicano non si è lasciato sfuggire nella speranza di attingere al tesoretto che la Regione mette a disposizione, ogni anno, dei suoi deputati per la loro campagna elettorale sotto forme di mance per il loro collegio elettorale.
Ma Di Rosa invita ad un cauto ottimismo: “Se oggi, per iniziativa dell’on. Abbate e con un progetto finanziato dalla Regione, con la disponibilità dell’ASP e il coinvolgimento della Sovrintendenza, si comincia ad occuparsi concretamente del problema, non c’è che rallegrarsene. Ma il facile ottimismo di oggi mi sembra fuori luogo”
Questo intervento vedrà mai la luce? E se si le associazioni potranno godere anche loro di questo luogo gratuitamente? Il Comune in tutto questo che ruolo avrà? Ai posteri l’ardua sentenza…






