Funerali di Papa Francesco: si chiude un capitolo della storia della Chiesa contemporanea

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Stamani, in una piazza San Pietro strapiena all’inverosimile, è stato salutato il 266° Successore di Pietro, Papa Francesco. Oltre 250.000 pellegrini hanno preso parte al Solenne Funerale presieduto dal card. Giovanni Battista Re, decano del Collegio Cardinalizio.

Al funerale hanno partecipato oltre 160 delegazioni diplomatiche. L’Italia era schierata in prima fila, accanto all’Argentina, seguita da tutti gli altri Paesi secondo l’ordine scandito dall’alfabeto francese, secondo la lingua ufficiale della diplomazia vaticana.

Presenti anche diversi presuli siciliani, gruppi di adolescenti che oggi si trovano a Roma per celebrare il proprio giubileo accompagnati dai loro parroci ed educatori.

Nell’omelia il cardinale Re ha ripercorso i dodici anni di pontificato di Bergoglio, contrassegnati dalla vicinanza agli ultimi e agli emarginati. Non sono mancati richiami ai diversi viaggi apostolici nelle periferie del mondo, a partire dal primo a Lampedusa.

Il cardinale ha ricordato: È stato un Papa in mezzo alla gente con cuore aperto verso tutti”. E ancora: “Il plebiscito di manifestazioni di affetto e di partecipazione ci dice quanto il suo intenso pontificato abbia toccato le menti e i cuori”.

Diversi gli applausi che hanno interrotto la lettura dell’omelia dettata dal decano del Collegio Cardinalizio.

Il ricordo della piazza, della sofferenza e dell’umanità di Papa Francesco

“In questa maestosa piazza di San Pietro, nella quale Papa Francesco tante volte ha celebrato l’Eucarestia e presieduto grandi incontri nel corso di questi 12 anni, siamo raccolti in preghiera attorno alle sue spoglie mortali col cuore triste, ma sorretti dalle certezze della fede, che ci assicura che l’esistenza umana non termina nella tomba, ma nella casa del Padre in una vita di felicità che non conoscerà tramonto.”

Inoltre, il cardinale Re ha ricordato lo spendersi fino all’ultimo respiro del pontefice defunto: “Nonostante la sua finale fragilità e sofferenza, Papa Francesco ha scelto di percorrere questa via di donazione fino all’ultimo giorno della sua vita terrena. Egli ha seguito le orme del suo Signore, il buon Pastore, che ha amato le sue pecore fino a dare per loro la sua stessa vita. E lo ha fatto con forza e serenità, vicino al suo gregge, la Chiesa di Dio, memore della frase di Gesù citata dall’Apostolo Paolo: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere” (Atti, 20,35)”.

Il carisma dell’accoglienza e dell’ascolto

L’omelia è stata un ricordo della sua figura e del suo pensiero. “Ricco di calore umano e profondamente sensibile ai drammi odierni, Papa Francesco ha realmente condiviso le ansie, le sofferenze e le speranze del nostro tempo della globalizzazione, e si è donato nel confortare e incoraggiare con un messaggio capace di raggiungere il cuore delle persone in modo diretto e immediato. Il suo carisma dell’accoglienza e dell’ascolto, unito ad un modo di comportarsi proprio della sensibilità del giorno d’oggi, ha toccato i cuori, cercando di risvegliare le energie morali e spirituali” ha ribadito il cardinale Giovanni Battista Re.

A conclusione dell’omelia, il decano del Collegio Cardinalizio ha ripreso le parole di Papa Francesco: “Non dimenticatevi di pregare per me”, chiedendo: “Caro Papa Francesco, ora chiediamo a Te di pregare per noi e che dal cielo Tu benedica la Chiesa, benedica Roma, benedica il mondo intero, come domenica scorsa hai fatto dal balcone di questa Basilica in un ultimo abbraccio con tutto il popolo di Dio, ma idealmente anche con l’umanità che cerca la verità con cuore sincero e tiene alta la fiaccola della speranza.”

Il 5 maggio il possibile avvio del conclave

Oggi, con il funerale, hanno avuto inizio le celebrazioni del Novendiale, i nove giorni di preghiera e di lutto in suffragio del papa defunto. Subito dopo la litania dei santi, il Papa è stato trasferito presso Santa Maria Maggiore per la sepoltura.

Il Collegio Cardinalizio tornerà a riunirsi lunedì mattina. Ieri erano presenti in 149; la quinta congregazione potrebbe già dare la possibile data di inizio del conclave, che per molti potrebbe essere il 5 maggio.

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