Il 27 aprile giorno delle elezioni provinciali si avvicina e a destra e a sinistra le tensioni aumentano sopratutto aumenta il timore di non farcela. E così si cercano dei motivi per attaccare gli avversari
La segreteria del Partito Democratico di Ragusa ad esempio interviene per segnalare ancora una volta la deriva politica dell’amministrazione guidata dal sindaco Peppe Cassì e dal vicesindaco Gianni Giuffrida, sempre più allineati con le posizioni di Fratelli d’Italia e della destra locale.
“Le recenti scelte politiche – dichiarano dalla segreteria – come il sostegno alla candidatura di Maria Rita Schembari alla presidenza della ex Provincia e la partecipazione del vicesindaco Giuffrida a sopralluoghi con esponenti di Fratelli d’Italia, tra cui il segretario cittadino e il consigliere Bitetti, evidenziano un’evidente convergenza con la destra. Il sindaco Cassì, per dovere morale e correttezza politica, dovrebbe chiarire al più presto la propria posizione. Come già ribadito dal nostro capogruppo Giuseppe Calabrese in aula, è inaccettabile questo continuo tergiversare. Chiediamo al sindaco di dichiarare apertamente la sua collocazione politica e di smetterla di confondere i cittadini”.
Il PD lancia un appello anche ai movimenti civici che hanno sostenuto la candidatura di Cassì, in particolare Ragusa Prossima, “affinché prendano le distanze da un’amministrazione che tradisce quotidianamente le promesse di un’alleanza civica. Se non prevalgono logiche di potere e di poltrona, è necessario che chi si è impegnato a sostenere Cassì, con la promessa che non si sarebbe mai alleato con la destra, ne prenda le distanze”.
Il Partito Democratico di Ragusa denuncia “un metodo di governo silenziosamente violento, orientato alla conquista di posizioni di potere e alle future elezioni, a discapito della cura e dello sviluppo della città”.
Dall’altra parte la Democrazia Cristiana-Progetto Radici Iblee esprime addirittura solidarietà ai consiglieri comunali costretti a subire logiche di imposizione.
“Siamo venuti a conoscenza-si legge nel comunicato- di dinamiche preoccupanti che si stanno verificando in vista delle prossime elezioni provinciali. In diversi contesti,alcuni consiglieri comunali sarebbero sottoposti a pressioni per esprimere un voto indotto, con indicazioni precise su quali candidati – sindaci o consiglieri comunali – debbano essere sostenuti. Si tratta di uno spettacolo indecoroso poiché interi consigli comunali sono spezzettati e dirottati per sostenere candidati imposti dall’alto, in nome di accordi politici o giochi di potere. Tutto questo avviene in totale contrasto con la loro autonomia e con il mandato ricevuto dai cittadini.
Esprimiamo piena solidarietà a tutti quei consiglieri che si trovano, loro malgrado, a dover rappresentare territori diversi dai loro, a sostenere candidati frutto di calcoli elettorali e logiche di spartizione che nulla hanno a che vedere con la reale rappresentanza delle comunità.
Ad oggi non dovrebbero esistere spartizioni di cariche né distribuzioni preconfezionate degli eletti. Eppure, la composizione delle liste – costruite senza alcun legame con i territori – dimostra che queste logiche sono purtroppo già in atto. È una distorsione grave del senso stesso delle elezioni provinciali, nate per dare voce ai Comuni, non per garantire poltrone e posizioni.
Noi stiamo lavorando su tutti i territori, in modo trasparente e coerente. I consiglieri comunali candidati nella nostra lista sono espressione autentica delle proprie comunità.Perché la politica deve tornare ad essere servizio, non calcolo.
L’unico commento finale che ci verrebbe da fare leggendo questi comunicati sopratutto quello di Radici sarebbe: “Da quale pulpito viene la predica”
Sarà una dura settimana questa da affrontare soprattutto perché riteniamo che queste elezioni si possano definire le “elezioni del tradimento” perché purtroppo la vittoria dell’uno o dell’altro candidato sarà determinata dai consiglieri che decideranno di tradire.
La campagna acquisti è spietata, tutti parlano con tutti e questo accade perché oggi più che mai chi fa politica la fa non per senso di appartenenza ma per ottenere qualcosa per sé. Quindi i consiglieri sono pronti a vendersi al migliore offerente e chi è disposto a tutto per un loro voto è certamente chi è più vulnerabile. Addirittura si narra che in una riunione in cui erano presenti vari leader di partiti un consigliere avesse promesso il voto a tutti, indistintamente. Questo perché non si riesce a collocare con facilità i consiglieri, soprattutto quelli eletti nelle liste civiche.
In ogni comune c’è una posizione scomoda, da Ragusa dove il sindaco si trova in una coalizione sostenuta essenzialmente dai suoi oppositori in consiglio, a Modica dove la sindaca su quanti voti potrà davvero contare? Quelli dei nove consiglieri o qualcuno in più o in meno? Non si sa e forse si saprà solo a conti fatti. Lo stesso Ammatuna su quanti voti potrà contare in un consiglio in cui c’è un caos totale?
Lo stesso vale per la Schembari che di base dovrebbe contare sui voti di tutti i consiglieri della coalizione ma sarà davvero così? Tutto dipende da quando il candidato Fidone (o meglio l’on Abbate) deciderà di terminare la sua campagna acquisti a destra e a sinistra senza guardare in faccia niente e nessuno, ed è qui che si vedrà davvero sé queste elezioni saranno elezioni del tradimento oppure elezioni che ristabiliranno in provincia il giusto equilibrio.
Chi può davvero dire guardando tra i banchi del proprio consiglio questo è con me o questo è contro di me?
E se già è difficile farlo in casa propria figuriamoci in casa degli altri, ma ricordiamoci sempre che le persone che ci tradiscono oggi potranno farlo anche domani.







