Assistere per la prima volta al Giovedì Santo ad Ispica è un’esperienza toccante e coinvolgente che ti mette in stretto contatto con il sentire di un popolo che unito partecipa a questo momento atteso per tutto l’anno.
Ogni singolo gesto, momento, rito ha un suo significato che deve essere rispettato e ripetuto come la tradizione vuole. Questo poi è stato sicuramente un Giovedì Santo particolare perché ricorrendo l’anno giubilare dopo 25 anni il Simulacro del SS Cristo Flagellato alla Colonna è sceso alla Cava.
Ma andiamo per ordine. Sono arrivata in chiesa alle 15:30 per assistere alla funzione e la prima cosa che mi ha colpito entrando nella Basilica di Santa Maria Maggiore è stata la presenza di quelli che vengano chiamati “ex voto”.

Ho subito chiesto spiegazioni e mi è stato raccontato che si tratta di una tradizione secolare che consiste nell’offrire una parte del corpo guarita o, molto genericamente, un cero grande da parte di chi ha ricevuto una grazia che può essere la guarigione da una malattia grave o il conseguimento di un traguardo importante, molto spesso anche una maternità desiderata.

E la cosa belle è che questa tradizione con il tempo non sembra affatto andare a scemare anzi la grazia “rossa” come il colore del sangue, del sacrificio ma anche dell’amore che caratterizza “i cavari” sembra aumentare di anno in anno così come la devozione degli ispicesi che nonostante il trascorrere del tempo sembra aumentare sempre di più e coinvolgere anche e soprattutto i giovani.

Ed è questo certamente l’altro aspetto che mi ha colpito la presenza di tantissimi ragazzi e ragazze che attivamente hanno partecipato a questa manifestazione che dimostra che nonostante il mutare del tempo, dei costumi e delle abitudini resta salda e viva, immutabile. Ed è proprio la sua resistenza al tempo e ai cambiamenti a renderla così speciale, come se in quei momenti il tempo scorresse ma in maniera diversa riprendendo le trame di un racconto passato ma mai interrotto.

Ed ecco poi il momento dell’uscita del simulacro che da il via all’inizio della processione per le vie della città.



Un altro momento molto sentito è il passaggio del simulacro davanti a Palazzo Bruno di Belmonte sede del Comune di Ispica qui avviene la consegna dei fiori da parte del sindaco al Cristo Flagellato. Un gesto semplice ma emozionante.



Mi piace condividere le parole pronunciate dal sindaco Leontini che nel riassumermi questi momenti ha usato questa descrizione davvero suggestiva: “Il barocco impera. L’iperbole del rosso, degli ex voto e degli stendardi, delle grida invocanti, fa a gara con l’iperbole dei gesti e della ripetuta esecuzione della marcia funebre. Gli spagnoli ci hanno marchiati”
E a proposito di marcia funebre, non è certamente da sottovalutare la presenza imprescindibile delle bande che accompagnano la processione rendendo il tutto ancora più suggestivo e struggente.
Ma certamente quest’anno il momento più atteso è stato quello della discesa alla Cava che ha accolto il simulacro in tutta la sua bellezza. Qui si sono vissuti momenti intensi sopratutto quando si è arrivati dinanzi la Chiesa di Santa Maria la Cava dove tutto ebbe inizio. Presente anche la Statua di Sant’Ilarione l’eremita di Gaza che visse proprio nella Cava. Qui il Presidente dell’Arciconfraternita di Santa Maria Maggiore Piero Rustico ha svelato una stele commemorativa pronunciando parole che hanno emozionato i presenti perché in esse era racchiuso il senso di questa grande devozione





Qui il Presidente dell’Arciconfraternita di Santa Maria Maggiore Piero Rustico ha svelato una stele commemorativa pronunciando parole che hanno emozionato i presenti perché in esse era racchiuso il senso di questa grande devozione
La lunga discesa alla Cava ha messo certamente a dura prova i portatori e anche i numerosi fedeli che hanno seguito la processione ma ne è valsa la pena sopratutto quando dopo la risalita il simulacro si è fermato dentro il Parco Forza

Da qui ha assistito allo straordinario spettacolo dei fuochi pirotecnici che hanno illuminato la Cava e hanno incantato grandi e bambini.







Personalmente penso di non aver mai assisto ad uno spettacolo così suggestivo.
Il mio racconto termina con l’ultimo momento emozionante a cui ho assistito ieri sera ovvero l’incontro tra il Cristo e la Madonna nella piazza esterna della Chiesa dell’Annunziata circondata da sfarzose luminarie.

Qui l’azzurro dei nunziatari e il rosso dei cavari si sono mescolati dando vita ad un momento di commozione massima come sempre quando la madre di tutti noi Maria incontra il Figlio.

La festa è proseguita fino a tarda notte ma io sono tornata a casa prima con gli occhi e il cuore pieni di emozioni contrastanti fra di loro ma con la certezza che questo momento resterà impresso per sempre nella mia storia personale.

Oggi è il venerdì santo giorno dedicato ai nunziatari. Non me ne vorranno gli amici della Basilica della SS Annunziata se non sarò con loro ma mi riprometto di esserci il prossimo anno e comunque non ho dubbi sul fatto che anche quella di oggi sarà una giornata piena di grande emozione. E per questo mi piace condividere il video che mi è arrivato oggi di uno dei momenti più suggestivi.






