Con la solenne celebrazione della Messa Crismale nelle Cattedrali di Ragusa e Noto ha preso ufficialmente il via il Triduo Santo, che culminerà con la Domenica di Pasqua.
Nelle rispettive sedi vescovili, i presbiteri delle due diocesi si sono ritrovati nella mattinata per partecipare a uno dei momenti più significativi dell’anno liturgico: la Messa Crismale, durante la quale ogni sacerdote rinnova le proprie promesse sacerdotali e vengono benedetti gli oli sacri utilizzati per la celebrazione dei sacramenti.
Il Vescovo, nella liturgia, ha benedetto e consacrato gli oli santi: l’Olio dei Catecumeni, per coloro che si preparano al Battesimo; l’Olio degli Infermi, per chi vive la sofferenza del corpo e dello spirito e il Sacro Crisma, profumato e consacrato, per il Battesimo, la Cresima, l’Ordine sacro e la dedicazione degli altari.
“Ti trasmetto quello che ho ricevuto”
“Con il cuore colmo di gioia e di gratitudine ci ritroviamo nel cuore della Settimana Santa per celebrare la Messa del Crisma, memoria viva e feconda del sacerdozio ministeriale e della chiamata di tutto il Popolo di Dio alla santità” ha ricordato Mons. Giuseppe La Placa nell’omelia.
Una celebrazione dal significato particolarmente intenso per Ragusa, in occasione del 75° anniversario dell’erezione della Diocesi: “Un anno di grazia nel quale rinnovare il nostro grazie al Signore per questi doni, motivi di rinnovata speranza. Sicuri che non rimarremo delusi”, ha ricordato ancora mons. La Placa.
“Tutto ci parla oggi di un’unzione che trasforma, consacra e invia, l’unzione del Servo del Signore, annunciata dal profeta Isaia” ha aggiunto mons. Giuseppe La Placa.
Al termine della Messa Crismale, il Vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa, ha diffuso la sua quinta lettera pastorale dal titolo “Ti trasmetto quello che ho ricevuto”, indirizzata ai sacerdoti della diocesi.
La lettera riflette sull’identità del sacerdote e sulla dimensione vocazionale del ministero. “Il Papa ci insegna che la parola migliore da offrire sul sacerdozio – scrive il Vescovo – è quella che si fa testimonianza”. Mons. Giuseppe La Placa invita quindi i presbiteri a riconoscersi come testimoni e trasmettitori del dono ricevuto: “Nella nostra umiltà e senza alcun orgoglio, attraverso questa modalità noi stessi diventiamo testimoni per gli altri, e possiamo, a nostra volta, dire: “Ti trasmetto ciò che ho ricevuto””.
Il Vescovo pone l’accento sulla pastorale vocazionale, affermando che “la miglior pastorale vocazionale che possiamo offrire è quella che emerge dalla nostra stessa vita”. Una vita, prosegue, che sia testimonianza di spiritualità, slancio pastorale, gioia e amicizia.
La celebrazione a Noto: olio che consacra, olio che profuma di santità
Anche la Diocesi di Noto ha celebrato la Messa Crismale nella Chiesa Cattedrale, unendo il presbiterio diocesano attorno al Vescovo Salvatore Rumeo. Nell’omelia, il presule ha richiamato il significato profondo dell’unzione: “È l’ora, carissimi fratelli e sorelle, dell’olio che consacra la nostra vita, olio che infiamma il cuore dei figli amati, olio che ci fa casa di Dio, il quale ci fortifica con la sua mano e il suo braccio potente, olio che ci trasforma in letizia per la vita dei fratelli, olio che profuma di santità”.
Rivolgendosi ai sacerdoti, ha ricordato la missione ricevuta: annunciare il Vangelo, celebrare i santi misteri e vivere la carità senza confini. “Mi rivolgo anche ai nostri confratelli anziani e ammalati che celebrano il mistero della salvezza portando ogni giorno la Croce del Signore”.
Mons. Rumeo ha poi sottolineato l’importanza di una spiritualità radicata nel Cenacolo di Gerusalemme, dove il presbitero diventa “testimone e dispensatore di un annuncio colmo di speranza”, chiamato ad abitare il mondo con il desiderio di conversione, vicinanza ai poveri e gioia nel cuore.
Alla fine della celebrazione, mons. Salvatore Rumeo ha rivolto un augurio a tutti, in particolare a mons. Giorgio Demetrio Gallaro, eparca emerito di Piana degli Albanesi.
“La porta del cenacolo” lettera di Mons. Rumeo ai presbiteri
Come da tradizione il Vescovo ha poi consegnato una lettera ai sacerdoti dal titolo: “La porta del cenacolo”. Una lettera sul dono del sacerdozio, un mistero d’amore assoluto. Un invito a continuare a spendersi per il prossimo.
“Gli uomini scelti da Dio e presi dalla comunità sono chiamati, in forza del Sacramento dell’Ordine, ad essere segno della Presenza di Cristo. Ovunque e sempre. Laddove il Signore ci chiama a vivere il ministero” scrive mons. Salvatore Rumeo.
Il punto di partenza è il Cenacolo di Gerusalemme, il presbitero deve essere testimone e dispensatore di speranza, perché questo è quello che attende il Mondo.
“Soltanto nella preghiera, che è stare con Dio nel Cenacolo della propria anima, si impara la scienza dell’amore che spinge, seguendo l’esempio del Buon Pastore, a dare la vita per i fratelli. Soltanto chi prega nella solitudine del proprio cuore, proprio per aver sperimentato in se stesso la misericordia di Dio, può superare lo «scandalo» che oggi produce il messaggio evangelico della misericordia: lo «scandalo» della logica disarmante di Dio” ricorda il vescovo di Noto ai sacerdoti.
Ricordando le parole di don Tonino Bello, mons. Salvatore Rumeo invita i presbiteri a ad amare la gente, i poveri e la propria vocaizone, il resto non conta.
“Trasfigurati dalla Sua Parola procediamo insieme, sulle vie dei nostri paesi, per presentare a tutti la bellezza del Sacerdozio, la gioia di spendersi senza riserve, di essere «sale e luce» nelle aride crepe delle ferite umane. Amiamo il nostro Seminario e i ragazzi che sono in cammino verso l’altare di Dio. Non vergogniamoci del nostro sacerdozio ma a tutti diciamo la gioia e la bellezza di appartenere solo a Lui” conclude mons. Salvatore Rumeo
Appuntamenti vocazionali
Alla fine della celebrazione, Mons. Salvatore Rumeo ha annunciato che sabato 11 maggio, presso la Basilica SS. Salvatore di Noto, ammetterà agli ordini sacri del diaconato e del presbiterato due giovani seminaristi: Salvatore Lissandrello (originario di Pozzallo) e Corrado Giannì (originario di Pachino), in occasione della Giornata per le Vocazioni.
Mentre a Ragusa, monsignor La Placa ha anche annunciato che sabato 28 giugno ordinerà sacerdote il diacono Alessio Leggio. Formatasi nella parrocchia SS. Ecce Homo di Ragusa, la sua vocazione è maturata nel cammino del seminario San Mamiliano di Palermo, dove ha concluso gli studi in teologia. Dopo l’ammissione agli ordini sacri nel 2021, è stato istituito lettore e accolito, e infine ordinato diacono il 9 novembre 2024.







